Il Beato Luigi Masferrer Vila, in catalano Lluís Masferrer i Vila, nacque il 9 luglio 1912 a Sant Vicenç de Torelló, nella provincia di Barcellona, in Spagna. Fu sacerdote della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, conosciuti come Clarettiani, e morì martire durante la persecuzione religiosa del 1936.
Luigi nacque in una famiglia numerosa di agricoltori nella zona della valle del Ges. La famiglia viveva nella masia della Serra d'en Jolis, nel territorio di Sant Vicenç de Torelló.
Ricevette dalla famiglia una formazione cristiana che contribuì alla maturazione della sua vocazione religiosa. Fin da giovane manifestò interesse per la vita consacrata e per il servizio alla Chiesa.
Luigi entrò nella Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, fondata da sant'Antonio Maria Claret.
Il 15 agosto 1929 emise la professione religiosa a Vic, assumendo l'impegno di consacrarsi alla vita missionaria clarettiana.
Durante gli anni della formazione si dedicò agli studi ecclesiastici e alla preparazione al sacerdozio. Frequentò diversi centri di formazione della Congregazione, proseguendo gli studi di filosofia e teologia.
Luigi Masferrer si distinse anche per le sue capacità pratiche. Era abile nei lavori manuali e possedeva competenze in diversi ambiti, tra cui la falegnameria, la legatoria e l'elettricità.
Parallelamente agli studi ecclesiastici continuò la preparazione alla vita missionaria. Il suo desiderio era infatti quello di essere inviato in missione, in particolare in Guinea.
Terminata la formazione, fu destinato alla comunità clarettiana di Barbastro, nella provincia di Huesca, dove completò gli studi teologici.
Luigi Masferrer Vila fu ordinato sacerdote il 19 aprile 1936 a Barbastro dal vescovo di Lleida, Salvi Huix Miralpeix.
Al momento dell'ordinazione aveva 23 anni. Dopo aver ricevuto il sacerdozio rimase nella comunità clarettiana di Barbastro, dove svolgeva attività di insegnamento e collaborava alla formazione dei giovani religiosi.
Era conosciuto nella comunità come Padre Luigi e svolgeva l'incarico di insegnante presso il seminario clarettiano.
Nel luglio del 1936, la comunità dei Missionari Clarettiani di Barbastro era composta da sacerdoti, fratelli e giovani studenti di teologia.
Con l'inizio della guerra civile spagnola, la situazione della comunità divenne rapidamente pericolosa. Il 20 luglio 1936 i miliziani entrarono nel collegio-seminario clarettiano e arrestarono i religiosi.
I membri della comunità furono condotti in diversi luoghi di detenzione e successivamente riuniti in un edificio adibito a prigione.
Luigi Masferrer rimase insieme ai suoi confratelli durante la detenzione. Le condizioni della prigionia erano difficili e i religiosi furono sottoposti a interrogatori e pressioni.
Durante questo periodo, Luigi continuò a svolgere il proprio ministero sacerdotale per quanto gli era possibile. In particolare, amministrò clandestinamente il sacramento della confessione e diede l'assoluzione ai confratelli che si trovavano con lui.
Secondo le testimonianze raccolte sulla persecuzione dei Clarettiani di Barbastro, Luigi era consapevole della possibilità di essere ucciso e manifestò ai confratelli la propria disponibilità ad affrontare il martirio.
La comunità clarettiana venne progressivamente decimata attraverso diverse esecuzioni. Alcuni religiosi furono uccisi nei primi giorni di agosto, mentre altri vennero giustiziati in gruppi successivi.
Luigi Masferrer rimase insieme agli ultimi gruppi di prigionieri. In quanto sacerdote, continuò ad assistere spiritualmente i suoi compagni.
La notte precedente alla sua morte, Luigi e gli altri religiosi furono informati che sarebbero stati condotti al luogo dell'esecuzione.
All'alba del 15 agosto 1936, solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, Luigi Masferrer Vila venne prelevato insieme ad altri diciannove religiosi clarettiani.
Il gruppo fu condotto al cimitero di Barbastro, nella provincia di Huesca, dove i religiosi vennero fucilati.
Tra i martiri di quel giorno vi erano il sacerdote Luigi Masferrer, diversi studenti di teologia e due fratelli religiosi.
Luigi Masferrer Vila morì il 15 agosto 1936 a Barbastro. Aveva 24 anni ed era sacerdote da appena quattro mesi.
Luigi Masferrer appartiene al gruppo dei 51 martiri clarettiani di Barbastro, uccisi tra il 2 e il 15 agosto 1936 durante la persecuzione religiosa.
Il gruppo comprendeva sacerdoti, fratelli religiosi e giovani studenti di teologia. La maggior parte di loro era molto giovane e si trovava nel seminario di Barbastro al momento dell'arresto.
I venti religiosi uccisi il 15 agosto furono Luigi Masferrer Vila, Giuseppe Maria Amorós Hernández, Giuseppe Maria Badía Mateu, Giovanni Baixeras Berenguer, Giuseppe Maria Blasco Juan, Raffaele Briega Morales, Francesco Castán Meseguer, Luigi Escalé Binefa, Giuseppe Figuero Beltrán, Raimondo Illa Salvia, Luigi Lladó Teixidor, Emanuele Martínez Jarauta, Michele Masip González, Faustino Pérez García, Sebastiano Riera Coromina, Edoardo Ripoll Diego, Giuseppe Ros Florensa, Francesco Maria Roura Farró, Alfonso Sorribes Teixidó e Agostino Viela Ezcurdia.
La causa di beatificazione dei martiri clarettiani di Barbastro venne avviata insieme alla raccolta delle testimonianze sulla loro vita e sulla loro morte.
Il 7 marzo 1992 venne promulgato il decreto pontificio relativo al loro martirio.
Il 25 ottobre 1992, in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II beatificò Luigi Masferrer Vila insieme agli altri cinquanta martiri clarettiani di Barbastro.
Il Beato Luigi Masferrer Vila è quindi venerato dalla Chiesa cattolica come sacerdote clarettiano e martire.