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Beata Maria di Oignies

Beata Maria di Oignies
Nome: Beata Maria di Oignies
Titolo: Fondatrice delle Beghine
Ricorrenza: 23 giugno
Tipologia: Commemorazione




Tra il XII e il XIII secolo nei Paesi Bassi un buon numero di sante donne anticiparono con la loro condotta di vita la semplicità e l'austerità del movimento francescano: Maria di Oignies fu una di queste. Il futuro cardinale Giacomo de Vitry, suo amico, discepolo e forse anche confessore, ha scritto una biografia con l'elogio delle sue virtù, avvertendo però il lettore che le sue pratiche spirituali erano troppo estreme.

Proveniva da una famiglia facoltosa di Nivelles nel Brabante, e da bambina era così seria che non si univa mai agli altri suoi coetanei nei giochi; non permetteva che le facessero i riccioli nei capelli o che le facessero indossare abiti alla moda.

Annunziò ai suoi genitori che desiderava abbracciare la vita reli-giosa. Essi però erano infastiditi da questo suo comportamento diverso dalle altre fanciulle, la irrisero e quando ebbe quattordici anni la dettero in sposa a un giovane che godeva di ottima posi-zione. Maria però era così determinata che convinse il suo sposo a condividere i suoi ideali e a vivere in castità, trasformando la loro casa in un ospizio per lebbrosi.

I due giovani sposi curavano gli ammalati personalmente, talvolta vegliandoli tutta la notte, e si misero a distribuire i loro beni in elemosina in modo così indiscriminato da mettere in allarme il pa-rentado. Dormivano su assi ed erano oggetto di derisione e scher-no. Maria faceva vita di grande austerità indossando una rozza corda attorno ai fianchi, digiunando e negandosi il sonno per as-soggettare il proprio corpo.

Durante un inverno molto rigido trascorse tutte le notti in chiesa dalla festa di S. Martino a Pasqua, sdraiandosi per terra senza co-prirsi con mantelli o coperte.

Maria possedeva quello che è chiamato «il dono delle lacrime»: spesso, infatti, le sgorgavano lacrime quando pregava o meditava sui divini misteri. Se il fenomeno potrebbe essere spiegato come reazione fisica alla tensione prodotta da una vita così fuori dalla norma, il suo biografo, e molti altri, considerarono le lacrime come un'autentica grazia spirituale (nel Messale Romano c'è una raccolta di collette pro petitione lacrymarurn, per chiedere le lacrime).

In un frammento del suo diario, che ci è pervenuto, S. Ignazio di Loyola (31 lug.) considera un tempo di desolazione i giorni nei quali non versava lacrime mentre assisteva alla Messa, poiché, di-ce, Dio nascondeva il suo volto. Maria piangeva così copiosamen-te che, come scrive il de Vitry, «le lacrime da lei versate segnavano il suo passaggio sul pavimento della chiesa».

Guardando il crocifisso, o parlando della passione di Cristo, op-pure sentendone parlare, spesso sveniva; aveva una devozione particolare per la Presenza reale, trascorrendo 'molte ore in chiesa in adorazione del SS. Sacramento.

Mentre la fama di Maria di Oignies attraeva folle di visitatori che si rivolgevano a lei per consigli e ispirazione spirituale, ella sentì, a pochi anni dalla morte, il bisogno di una vita solitaria e, con il consenso del marito, si trasferì in una cella presso il monastero agostiniano che sorgeva nei pressi di Oignies, dove trascorreva le giornate in preghiera e meditazione.

In questi cinque anni di vita da reclusa il de Vitry la visitò spesso e in seguito la definì «la mia madre spirituale». Maria pregava mol-tissimo per lui e lo aiutava spiritualmente.

Il rapporto spirituale con il futuro cardinale era, per lei, una ri-sposta alle sue preghiere: poiché in quanto donna non poteva ave-re un insegnamento pubblico per i fedeli e condurli a Dio, così egli fungeva in sua vece ed era il suo speciale "predicatore"; de Vi-try si sentì molto onorato di questo titolo, rimanendole sempre fe-dele e scrivendone subito dopo la morte, avvenuta all'età di tren-totto anni, una Vita (a quel tempo egli non era ancora cardinale). Maria influenzò anche la fondazione, nel 1211, dei Canonici Re-golari della Santa Croce (crocigeri) da parte di Teodoro di Celles a Clair-Lieu, vicino a I Iuy.

È invocata: come protettrice delle gestanti

MARTIROLOGIO ROMANO. A Oignies sempre nell’Hainault, nel territorio dell’odierna Francia, beata Maria, che, ricca di doni mistici, con il consenso del marito, visse reclusa in una cella e poi fondò e regolamentò l’Istituto detto delle Beghine.

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