La Beata Lucia Bufalari di Amelia nacque, secondo la tradizione, nei primi anni del XIV secolo a Porchiano del Monte, presso Amelia, in Umbria. Apparteneva alla nobile famiglia Bufalari ed era sorella del Beato Giovanni Bufalari da Rieti. Attratta dalla spiritualità degli Agostiniani, che si erano stabiliti ad Amelia poco dopo la fondazione dell'Ordine, decise di consacrare la propria vita a Dio seguendo la via della preghiera, della penitenza e della carità.
Insieme ad alcune compagne si ritirò in una casa situata nei pressi del convento di Sant'Agostino di Amelia, dando origine a una comunità di Oblate dell'Ordine di Sant'Agostino. Ne divenne la priora e guidò le consorelle con grande saggezza, conducendo una vita austera, dedicata alla contemplazione, alla penitenza e allo zelo per la salvezza delle anime. La sua fama di santità si diffuse già durante la vita e molti ricorrevano alle sue preghiere.
Morì il 27 luglio 1350 ad Amelia. Subito dopo la sua morte iniziò una fervida devozione popolare e fu invocata soprattutto come protettrice dei bambini, in particolare dei piccoli colpiti da malattie. Per secoli numerose famiglie si rivolsero alla sua intercessione, attribuendole grazie e guarigioni. Ancora oggi ad Amelia è considerata patrona dei bambini e delle famiglie.
Il suo corpo fu inizialmente sepolto nella chiesa di Sant'Agostino. Nel 1925 le reliquie vennero traslate nella chiesa di Santa Monica e, nel 2011, furono definitivamente collocate nella Concattedrale di Amelia, dove sono tuttora venerate. Il 3 agosto 1832 Papa Gregorio XVI confermò ufficialmente il suo culto. Il Martirologio Romano la ricorda il 27 luglio come vergine agostiniana, insigne per lo spirito di penitenza e lo zelo per le anime.
La Beata Lucia Bufalari è raffigurata come monaca agostiniana, con il saio nero e il velo, spesso con un libro o un crocifisso, simboli della vita contemplativa e della meditazione. In alcune opere è circondata da bambini o da madri con i loro figli, a richiamare il suo antico patrocinio sui piccoli e sulle famiglie. In altri dipinti è rappresentata nell'atto di pregare o in estasi davanti al Crocifisso, a sottolineare la sua intensa vita spirituale.