La Beata Giuliana Puricelli da Busto Arsizio nacque nel 1427 nel territorio di Busto Arsizio, in una località rurale identificata dalla tradizione con la Cascina dei Poveri. Appartenne a una famiglia di contadini e divenne religiosa e fondatrice, insieme alla Beata Caterina da Pallanza, della comunità delle Romite Ambrosiane del Sacro Monte di Varese.
Giuliana nacque in una famiglia di umili condizioni. Fin da giovane ricevette un'educazione cristiana e mostrò una particolare inclinazione alla preghiera e alla vita religiosa.
Secondo la tradizione biografica, il padre aveva un carattere violento e non favoriva la sua vocazione religiosa. Quando Giuliana raggiunse l'età adulta, cercò quindi di imporle il matrimonio.
Il 14 ottobre 1454, all'età di ventisette anni, Giuliana lasciò la casa paterna e si recò al Sacro Monte sopra Varese.
Al Sacro Monte Giuliana incontrò Caterina Morigi, conosciuta anche come Caterina da Pallanza, che conduceva già una vita eremitica sul monte.
Giuliana si unì a lei e iniziò una vita caratterizzata dalla preghiera, dalla penitenza e dalla solitudine. Le due donne formarono progressivamente una piccola comunità alla quale si unirono altre donne desiderose di condurre una vita religiosa sul Sacro Monte.
La fama della loro vita religiosa si diffuse nella zona e il numero delle donne che desideravano unirsi alla comunità aumentò progressivamente.
La comunità del Sacro Monte ricevette un primo importante riconoscimento nel 1474, quando Papa Sisto IV concesse alle religiose il permesso di trasformare il loro romitorio in un monastero.
La comunità venne posta sotto la Regola di Sant'Agostino e adottò l'ufficiatura ambrosiana.
Il 10 agosto 1476 le religiose ricevettero l'abito monastico e la comunità assunse una forma stabile di vita conventuale. Caterina da Pallanza fu scelta come prima badessa.
Caterina da Pallanza morì il 6 aprile 1478. Dopo la sua morte, Giuliana Puricelli le succedette nel governo del monastero.
Giuliana rimase alla guida della comunità per oltre vent'anni, fino alla morte. Durante questo periodo continuò a vivere nel monastero del Sacro Monte e a occuparsi della comunità delle religiose.
Le testimonianze sulla sua vita ricordano in particolare la sua forza d'animo, la pazienza e la dedizione alla preghiera. La tradizione riferisce inoltre che Giuliana era analfabeta e che svolgeva personalmente anche i lavori più umili necessari alla vita della comunità e all'accoglienza dei pellegrini.
Il monastero del Sacro Monte divenne progressivamente un importante centro della vita religiosa della zona. Giuliana continuò a condurre una vita austera, dedicandosi alla preghiera e alle attività quotidiane del monastero.
La comunità delle religiose rimase legata alla tradizione ambrosiana e alla Regola di Sant'Agostino. Nel corso del tempo il monastero sarebbe diventato la sede delle Romite Ambrosiane del Sacro Monte di Varese.
Giuliana Puricelli morì il 15 agosto 1501, dopo aver trascorso quasi cinquant'anni al Sacro Monte di Varese.
Al momento della morte aveva circa 74 anni. Il suo corpo fu sepolto presso il monastero e la sua memoria rimase viva tra le religiose e nella popolazione di Busto Arsizio e del territorio varesino.
Nel corso dei secoli le reliquie della Beata Giuliana furono oggetto di diverse traslazioni.
Nel 1650 il corpo della religiosa venne trasferito all'interno della chiesa del monastero. Successivamente, nel 1729, le sue spoglie furono nuovamente trasferite e collocate vicino a quelle della Beata Caterina da Pallanza.
La devozione verso Giuliana si diffuse anche nella sua città natale. A Busto Arsizio furono conservate alcune sue reliquie, tra cui il velo e la camicia attribuiti alla beata.
La venerazione per Giuliana Puricelli si mantenne nel corso dei secoli sia al Sacro Monte di Varese sia a Busto Arsizio.
Il suo culto fu riconosciuto ufficialmente dalla Congregazione dei Riti il 12 settembre 1769 e venne confermato da Papa Clemente XIV il 16 settembre 1769.
La Beata Giuliana è ricordata dalla Chiesa come vergine dell'Ordine di Sant'Agostino e come una delle fondatrici della comunità delle Romite Ambrosiane del Sacro Monte di Varese.
A Busto Arsizio la memoria della beata è particolarmente legata alla Cascina dei Poveri, tradizionalmente indicata come il luogo della sua nascita.
Alla Beata Giuliana sono state dedicate una chiesa parrocchiale, una scuola e diverse opere artistiche presenti nelle chiese della città.
Nella Basilica di San Giovanni Battista di Busto Arsizio si trova una cappella dedicata alla beata, mentre diverse raffigurazioni della sua figura sono conservate nelle chiese e negli edifici religiosi della città.
La sua figura è inoltre strettamente legata al Sacro Monte di Varese, dove trascorse la maggior parte della sua vita religiosa e dove contribuì alla nascita della comunità monastica delle Romite Ambrosiane.