Santa Nonna di Nazianzo visse tra la fine del III e il IV secolo ed è ricordata come una delle più grandi madri cristiane dell'antichità. Nata in Cappadocia (nell'attuale Turchia) da una famiglia profondamente cristiana, ricevette un'educazione fondata sulla fede, sulla preghiera e sulla carità, virtù che avrebbero segnato tutta la sua esistenza.
Sposò Gregorio il Vecchio, appartenente alla setta degli Ipsistari, un gruppo religioso che univa elementi dell'ebraismo e del paganesimo. Con la forza del suo esempio, della preghiera e della pazienza riuscì a condurre il marito alla conversione al cristianesimo. Gregorio ricevette il Battesimo e, in seguito, divenne prima sacerdote e poi vescovo di Nazianzo, in un'epoca in cui in Oriente era ancora possibile che uomini sposati fossero ordinati vescovi.
Dal loro matrimonio nacquero tre figli, tutti venerati come santi: San Gregorio Nazianzeno, uno dei più grandi Padri e Dottori della Chiesa; Santa Gorgonia e San Cesario di Nazianzo. La santità dell'intera famiglia è considerata uno degli esempi più luminosi della vita cristiana domestica. Lo stesso Gregorio Nazianzeno ricordò più volte la madre nei suoi scritti, descrivendola come una donna di fede incrollabile, instancabile nella preghiera, generosa verso i poveri e modello di ogni virtù cristiana.
Nonna dedicò la propria vita alla famiglia, all'assistenza dei bisognosi e alla formazione cristiana dei figli. Era conosciuta per la sua umiltà, il suo spirito di penitenza e la costante partecipazione alla vita della Chiesa. Dopo la morte del marito continuò a vivere nella preghiera e nella carità fino alla sua morte, avvenuta il 5 agosto 374, probabilmente durante una celebrazione liturgica, secondo un'antica tradizione.
La Chiesa la venera come esempio di sposa fedele, madre santa ed educatrice cristiana. La sua memoria liturgica ricorre il 5 agosto, anche se in alcuni calendari locali è ricordata il 6 agosto insieme ad altri santi della Cappadocia.
Santa Nonna è generalmente raffigurata: