Santa Gregoria è venerata come vergine e martire, patrona di Cameri, in provincia di Novara, insieme a San Michele Arcangelo. La sua figura è legata alla tradizione delle reliquie catacombali trasferite a Cameri e alla devozione sviluppatasi localmente attorno al suo corpo santo. La festa patronale viene celebrata il 14 settembre.
Le notizie biografiche certe su Santa Gregoria sono molto limitate. A differenza di molte sante dell'antichità, infatti, non possediamo una documentazione storica sufficiente per ricostruire con precisione la sua vita, l'epoca nella quale visse o le circostanze originarie del suo martirio.
La devozione di Cameri è legata a un corpo santo proveniente dalle catacombe romane. La tradizione locale ha identificato queste reliquie con Gregoria, venerandola come giovane vergine e martire. La documentazione della diocesi di Novara conserva la memoria di questa traslazione e della successiva costruzione del culto locale.
Il culto di Gregoria si è sviluppato soprattutto a Cameri, dove la santa è diventata una delle principali protettrici della comunità. Insieme a San Michele Arcangelo è infatti considerata patrona del paese. La sua festa viene celebrata il 14 settembre con solenni celebrazioni religiose e una tradizionale processione.
Il culto è particolarmente legato allo Scurolo di Santa Gregoria, dove viene esposto il suo corpo santo. L'apertura dello Scurolo costituisce ancora oggi uno dei momenti caratteristici delle celebrazioni patronali cameresi.
Secondo la tradizione conservata a Cameri, Gregoria era una giovane cristiana che subì il martirio a causa della propria fede. Le raffigurazioni presenti nello Scurolo la mostrano nell'atto di morire, con una ferita alla gola; nella mano destra tiene un giglio, simbolo della verginità, mentre nella sinistra stringe la palma del martirio.
Una vetrata moderna dello Scurolo rappresenta inoltre il momento della sua uccisione: Gregoria viene raffigurata mentre uno degli aguzzini la tiene per i capelli e un altro sta per colpirla con una scure. La scena riprende la tradizione agiografica locale relativa al suo martirio.
Le reliquie conservate a Cameri sono inserite all'interno di una figura distesa che rappresenta la Santa nel momento della morte. L'urna e la statua costituiscono il centro della devozione popolare e vengono solennemente esposte durante la festa patronale.
Il fenomeno dei corpi santi ebbe particolare diffusione tra l'età moderna e contemporanea: reliquie provenienti dalle catacombe romane venivano trasferite in diverse località italiane, dove diventavano oggetto di venerazione da parte delle comunità locali. La documentazione della diocesi di Novara inserisce Santa Gregoria proprio nel più ampio fenomeno della venerazione dei corpi santi provenienti dalle catacombe.
La venerazione di Santa Gregoria è rimasta particolarmente viva nella popolazione di Cameri. La festa patronale comprende celebrazioni liturgiche, l'apertura dello Scurolo e la processione con l'urna contenente il corpo santo.
La processione è accompagnata anche da carri allegorici che rappresentano episodi della tradizione relativa al martirio della Santa. Questa particolare forma di devozione unisce quindi la celebrazione religiosa alla memoria storica e popolare della comunità.
In passato la festa di Santa Gregoria veniva celebrata in un'altra parte dell'anno; successivamente fu fissata alla seconda domenica di settembre, così da permettere una maggiore partecipazione dei fedeli. La celebrazione è oggi collegata alla ricorrenza del 14 settembre, condivisa con San Michele Arcangelo.
La festa rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della vita religiosa e civile di Cameri. Le celebrazioni comprendono la venerazione delle reliquie, la processione e numerosi momenti comunitari che coinvolgono le associazioni e i diversi rioni del paese.