Sant'Emanuele Morales, al secolo Manuel Morales, nacque a Mesillas, nello Stato di Zacatecas, in Messico, l'8 febbraio 1898. Fu un laico cattolico, marito e padre di tre figli, membro dell'Azione Cattolica della Gioventù Messicana e presidente della Lega Nazionale per la Difesa della Libertà Religiosa. Morì martire durante la persecuzione religiosa in Messico nel 1926.
Manuel nacque nella località di Mesillas, appartenente alla parrocchia di Sombrerete, nell'arcidiocesi di Durango.
Quando era ancora giovane si trasferì a Chalchihuites, nello Stato di Zacatecas, dove iniziò a lavorare. Per un periodo frequentò il Seminario di Durango, ma dovette interrompere gli studi per dedicarsi al lavoro e contribuire al sostentamento della famiglia.
Successivamente lavorò come dipendente in un negozio e poi avviò una propria attività di panettiere.
Manuel sposò Consuelo Loera, dalla quale ebbe tre figli.
La sua vita familiare fu caratterizzata dall'attività lavorativa e dalla partecipazione alla vita della comunità cattolica di Chalchihuites. Le testimonianze raccolte sulla sua vita lo descrivono come un marito fedele, un padre affettuoso e un lavoratore diligente.
Manuel Morales partecipò attivamente alle attività della propria parrocchia. Fu membro dell'Associazione Cattolica della Gioventù Messicana e svolse attività di apostolato tra i giovani.
Fu inoltre segretario del Circolo degli Operai Cattolici Leone XIII, associazione impegnata nella formazione e nell'organizzazione dei lavoratori cattolici.
Nel giugno 1925 venne costituita a Chalchihuites la sezione locale della Lega Nazionale per la Difesa della Libertà Religiosa. Manuel ne divenne presidente.
La Lega Nazionale per la Difesa della Libertà Religiosa era un'organizzazione cattolica che cercava di difendere i diritti della Chiesa e dei fedeli attraverso iniziative politiche e mezzi pacifici.
Manuel partecipò alle attività dell'associazione proprio mentre in Messico aumentavano le tensioni tra il governo e la Chiesa cattolica.
Nel 1926 il governo del presidente Plutarco Elías Calles applicò con maggiore severità le disposizioni anticlericali della Costituzione messicana. La situazione portò alla sospensione del culto pubblico e all'inizio della Guerra Cristera.
Manuel era particolarmente vicino al parroco di Chalchihuites, don Luis Batis Sáinz, con il quale collaborava nelle attività della parrocchia e nella formazione dei giovani.
Il sacerdote e Manuel partecipavano alle iniziative dell'Azione Cattolica e della Lega per la Difesa della Libertà Religiosa.
Tra i giovani impegnati nelle attività della comunità vi erano anche David Roldán Lara e Salvador Lara Puente, che sarebbero stati uccisi insieme a Manuel durante la persecuzione.
Il 15 agosto 1926, Manuel venne a sapere che il parroco Luis Batis era stato arrestato dalle autorità.
Si mise quindi in movimento per cercare di ottenere la liberazione del sacerdote. Aveva appena riunito un gruppo di giovani per discutere sul da farsi quando arrivarono le truppe.
Il comandante chiamò ad alta voce il suo nome: «Manuel Morales!».
Manuel fece un passo avanti e si identificò. Venne immediatamente arrestato e sottoposto a violenze.
Fu quindi condotto fuori dalla città insieme al parroco Luis Batis. Anche David Roldán Lara e Salvador Lara Puente furono arrestati e condotti nello stesso luogo.
Durante il trasferimento, don Luis Batis cercò di ottenere la liberazione di Manuel, ricordando ai suoi carcerieri che egli era sposato e aveva tre figli piccoli.
Manuel rifiutò però di essere liberato separatamente dal sacerdote. Rivolgendosi al parroco, gli disse che sarebbe morto e che Dio si sarebbe preso cura della moglie e dei figli.
Prima dell'esecuzione, Manuel si rivolse ai suoi persecutori e proclamò la propria fede.
Il 15 agosto 1926, Manuel Morales venne fucilato a Chalchihuites, nello Stato di Zacatecas. Aveva 28 anni.
Insieme a lui furono uccisi il sacerdote Luis Batis Sáinz e, successivamente, i giovani David Roldán Lara e Salvador Lara Puente.
Dopo l'esecuzione, gli abitanti di Chalchihuites recuperarono i corpi dei martiri e li portarono nelle rispettive abitazioni, dove furono vegliati.
Successivamente Manuel Morales e gli altri martiri furono sepolti nel cimitero municipale di Chalchihuites.
In seguito le loro spoglie furono trasferite nella chiesa parrocchiale di Chalchihuites, dove sono custodite e venerate presso l'altare dedicato alla Madonna di Guadalupe.
Manuel Morales fu inserito nel gruppo dei 25 martiri messicani della persecuzione religiosa, insieme a sacerdoti e laici provenienti da diverse diocesi del Messico.
Il 22 novembre 1992, Papa Giovanni Paolo II lo beatificò nella Basilica di San Pietro insieme agli altri martiri del gruppo.
Il 21 maggio 2000, durante una celebrazione solenne in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II canonizzò Manuel Morales insieme a San Cristoforo Magallanes Jara e ai suoi 24 compagni martiri.
Da allora Manuel Morales è venerato nella Chiesa cattolica come santo e martire messicano.