Sant'Apollonio di Brescia è venerato come il quarto vescovo della città e una delle figure più importanti delle origini del cristianesimo bresciano. Sebbene le notizie storicamente documentate sulla sua vita siano molto limitate, il suo ricordo è stato custodito dalla tradizione della Chiesa locale e dalle antiche agiografie, che ne hanno tramandato il ruolo di guida spirituale e pastore esemplare.
Secondo la tradizione, Apollonio visse tra il III e il IV secolo e guidò la comunità cristiana di Brescia in un periodo ancora segnato dalle persecuzioni contro i fedeli. Le fonti medievali gli attribuiscono la conversione e il battesimo dei santi Faustino e Giovita, futuri patroni della città, oltre alla loro ordinazione rispettivamente come presbitero e diacono. Questi racconti, pur non essendo storicamente verificabili, testimoniano la profonda venerazione che il popolo bresciano nutriva nei confronti del santo vescovo.
La Passio dei santi Faustino e Giovita, composta tra l'VIII e il IX secolo, colloca il suo martirio sotto l'imperatore Adriano. Tuttavia, gli studiosi ritengono questa cronologia poco attendibile, poiché il successore Ursicino è documentato nel IV secolo come partecipante al Concilio di Sardica (343). Per questo motivo è più probabile che Sant'Apollonio sia vissuto in un'epoca successiva, probabilmente tra la fine del III e gli inizi del IV secolo.
Un'altra antica tradizione racconta che il santo difese la fede cattolica in una disputa con l'eretico Valentino e continuò a rafforzare la giovane comunità cristiana di Brescia attraverso la predicazione e l'amministrazione dei sacramenti. Anche questi episodi appartengono soprattutto alla tradizione agiografica, ma riflettono il ruolo attribuito ad Apollonio quale instancabile difensore dell'ortodossia cristiana.
Dopo la sua morte, Sant'Apollonio fu sepolto nella chiesa che portava il suo nome, situata a est della città lungo l'antica via romana Milano-Aquileia. Nel X secolo parte delle sue reliquie venne trasferita a Canossa; successivamente, nel 1025, il vescovo Landolfo II dispose la traslazione del corpo nella cattedrale di Brescia per preservarlo da ulteriori dispersioni. Oggi le reliquie sono custodite nell'arca marmorea dedicata al santo all'interno del Duomo Nuovo, dove furono definitivamente collocate nel 1674.
Per molti secoli Sant'Apollonio, insieme a San Filastrio, fu considerato patrono principale della Chiesa bresciana. Solo nel 1485 questo titolo passò ai santi Faustino e Giovita. La devozione nei suoi confronti rimase comunque molto viva, come dimostrano le numerose chiese, cappelle, altari e opere d'arte a lui dedicate nella diocesi di Brescia.