Sant'Antonino Fantosati nacque il 16 ottobre 1842 a Santa Maria in Valle, presso Trevi, in Umbria, con il nome di Antonio Sante Agostino Fantosati. Cresciuto in una famiglia profondamente cristiana, fin da giovane mostrò una grande inclinazione alla preghiera e alla vita religiosa.
Entrò nell'Ordine dei Frati Minori e durante il noviziato assunse il nome di Antonino. Dopo gli studi religiosi venne ordinato sacerdote il 13 giugno 1865. Animato da un forte desiderio missionario, nel 1867 lasciò l'Italia per raggiungere la Cina, dove avrebbe dedicato tutta la sua vita all'annuncio del Vangelo.
Giunto in Oriente, imparò la lingua e le tradizioni locali, adottando anche abiti cinesi per avvicinarsi maggiormente alla popolazione. La sua opera si svolse in condizioni difficili, tra lunghi viaggi, povertà e persecuzioni, ma riuscì a sostenere e rafforzare molte comunità cristiane.
Per la sua dedizione e il suo zelo apostolico venne nominato vicario apostolico dell'Hunan meridionale e consacrato vescovo l'11 novembre 1892. Come pastore si distinse per umiltà, carità e attenzione verso i poveri, visitando personalmente i villaggi più lontani per portare conforto ai fedeli.
Nel 1900, durante la Ribellione dei Boxer, scoppiò una violenta persecuzione contro i cristiani e i missionari stranieri. Nonostante il pericolo, Sant'Antonino decise di restare accanto alla sua comunità. Il 7 luglio 1900, mentre cercava di raggiungere i cristiani perseguitati, venne catturato e ucciso a Hengyang, offrendo la propria vita come martire della fede.
Papa Pio XII lo proclamò beato nel 1946, mentre San Giovanni Paolo II lo canonizzò il 1º ottobre 2000 insieme agli altri martiri della Cina.
La memoria liturgica di Sant'Antonino Fantosati si celebra il 7 luglio. La sua testimonianza ricorda il coraggio dei missionari che hanno annunciato il Vangelo fino al dono totale della propria vita.