Posta su un imponente basamento di 26 metri a 960 metri s.l.m, l'Abbazia di San Michele della Chiusa, detta anche Sagra di San Michele, è un antico e affascinante complesso architettonico, la cui costruzione è avvenuta tra il 983 e il 987 d.C., arroccato sulla vetta del monte Pirchiriano, nei pressi di Torino. Sebbene nel 2018 ci sia stato un incendio divampato sul tetto del Monastero Vecchio della Sacra, la parte architettonicamente più importante non ha avuto troppi danni.
Per raggiungere la costruzione vi sono vari percorsi, molti dei quali escursionistici, ma la scarpinata vale la vista che si gode dalla cima del monte, come vale la visita all'Abbazia che appare quasi ferma nel tempo, come avvolta da un mistero. Affidata in passato ai monaci benedettini, lo è ora ai Padri Rosminiani.
L'ESTERNO
Appena giunti sul piazzale la prima cosa che ci troviamo davanti è il Sepolcro dei Monaci, ovvero i resti di un’antica costruzione risalente al X secolo che si ritiene fosse una cappella cimiteriale, o forse, data la sua particolare forma ottagonale, la riproduzione del Santo Sepolcro. Oltre le foresterie dedicate all'ospitalità dei pellegrini, si innalza una serie di scalinate che porta alle massicce e imponenti mura; il massiccio della facciata, di 41 metri di altezza, il basamento che sostiene le absidi della chiesa, una galleria di archetti. E ad accoglierci la grossa statua di San Michele Arcangelo posta nel 2005 su uno spuntone di roccia tra il Monastero Vecchio e il basamento della chiesa. Lo Scalone dei Morti così ci porta all'ingresso di un atrio nel quale erano sepolti uomini illustri, di cui restano oggi 5 tombe; da qui il suo strano nome.
Proseguendo varchiamo il Portale dello Zodiaco, chiamato così perché gli stipiti hanno, nella facciata rivolta verso lo scalone, sculture che rappresentano a destra i dodici segni zodiacali e a sinistra le costellazioni australi e boreali. Da notare anche i capitelli e le basi delle colonne ricchi di simbolismi. Un' altra lunga scala di pietra verde sotto archi rampanti a sostegno dell'edificio, conduce alla porta d’ingresso della chiesa, un portale romanico i cui battenti in noce, eseguiti nel 1826, mostrano le armi di San Michele Arcangelo e il diavolo in forma di serpente ma con volto umano. In alto a sinistra del portale è incastrata una lapide funeraria romana risalente al I secolo d.c.
L'INTERNO
L'interno dell'Abbazia è un misto di stili, visti i rimaneggiamenti nel corso degli anni, che vede romanico e gotico perfettamente mescolati con un trionfo di imponenti colonne, numerose colonnette, e 139 simbolici capitelli. È sorprendente notare la cima del monte che spunta di 15 centimetri sotto il primo pilastro a sinistra della navata centrale, e sapere che sotto il pavimento della chiesa vi sono i resti della primitiva chiesa di San Michele.
Nell'abside centrale si aprono ai lati due nicchie ognuna con una propria finestra romanica sormontata da una croce greca scavata nel muro, mentre sul fondo campeggia un grandioso San Cristoforo del primo Cinquecento. Gli stipiti del grande finestrone sono decorati con sei statue, rappresentanti l’arcangelo Gabriele, la Madonna e i quattro Evangelisti.
Volgendo lo sguardo ci troviamo nella navata centrale sul cui fondo si apre un ambiente a pianta irregolare denominato Coro Vecchio, resti della chiesa di Ugone che accoglie materiale pittorico di fine ‘400 e inizio ‘500 e dieci dei sedici sarcofagi di pietra contenenti le salme dei principi di casa Savoia traslate dal Duomo di Torino nel 1836.
Diverse sono le opere pittoriche che possiamo osservare, come il grande affresco dell'Assunzione in fondo alla navata destra risalente al 1500 che raffigura in tre scene distinte la sepoltura di Gesù, la Madonna morta, soggetto piuttosto raro, e la Madonna assunta . O il trittico nel Coro Vecchio, precedentemente posto sull'altare maggiore.
Al centro la Madonna che allatta Gesù Bambino circondata da 12 cherubini, e nei pannelli laterali da una parte San Michele Arcangelo che sconfigge il demonio e dall'altra San Giovanni Vincenzo che presenta alla Vergine il committente dell’opera Urbano di Miolans, abate dell'Abbazia dal 1503 al 1522.
Sempre nel Coro Vecchio c'è l'Affresco della Leggenda, forse di fine '600, che riassume la storia, mista a leggenda, della fondazione del Santuario, con San Giovanni Vincenzo che costruisce la prima chiesetta aiutato da angeli e colombe.
Oltre l'interno della Chiesa ci sono altri locali che affascineranno il visitatore, come l'enorme biblioteca che contiene oltre 10.000 volumi, o il Museo del quotidiano, posto al piano d’ingresso del Monastero vecchio che ricostruisce, con oggetti e strumenti dell'epoca e oggi non più utilizzati, un laboratorio di falegnameria e l’officina di un fabbro. Come detto, tutto sembra fermo nel tempo.
ORARI
ORARIO INVERNALE - DA NOVEMBRE A FEBBRAIO Da lunedì a sabato: orario continuato 9.30-16.30 Domenica: orario continuato 10.30-16.30 (10.00-11.00 Santa Messa) Giorni festivi (1°novembre, 8 dicembre, 1°gennaio, 6 gennaio): orario continuato 10.30-16.30 (10.00-11.00 Santa Messa) 25 dicembre: 10.30-12.30 /14.30-16.30 (10.00-11.00 Santa Messa)
Chiusura invernale: dal 9 al 31 gennaio 2023, esclusi sabato e domenica ORARIO ESTIVO – DA MARZO AD OTTOBRE Da lunedì a sabato: orario continuato 9.30-17.30 Domenica: 9.30-11.30 /13.00-17.30 (11.30-13.00 Santa Messa) Giorni festivi (Pasquetta, 25 aprile, 1°maggio, 2 giugno): orario continuato 9.30-18.30 Lunedì 3 ottobre la Sacra è chiusa
LUGLIO E AGOSTO Lunedì - Sabato: orario continuato 9.30 -18.30 Domenica: 10.30-18.30 (10.00-11.00 Santa Messa) 15 agosto: 10.30-18.30 (10.00 -11.00 Santa Messa)
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