San Vito

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San Vito
autore: Mattia De Mare anno: 1753 titolo: San Vito tra i santi Crescenzo e Modesta luogo: Chiesa di San Vito Martire, Ostuni
Nome: San Vito
Titolo: Adolescente martire
Nascita: III secolo , Mazara del Vallo ( Trapani)
Morte: 15 giugno 303, Lucania
Ricorrenza: 15 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Luogo reliquie:Cattedrale di San Vito


L'onorevole menzione che di S. Vito, Modesto e Crescenzia si fa negli antichi martirologi, ci dà la più ferma sicurezza ch'essi hanno coraggiosamente confessato Cristo col sacrificio della loro vita. Ma i loro Atti sono talmente interpolati, che torna difficile ritrovarne il bandolo, perciò intorno ai particolari della loro vita regna molta incertezza. La tradizione ci dice che S. Vito apparteneva ad una ragguardevole e ricca famiglia di Mazara del Vallo della provincia di Trapani in Sicilia.

Suo padre, pagano, chiamavasi Iles. Rimasto vedovo, affidò il piccolo figliuolo ad una nutrice cristiana, chiamata Crescenzia, la quale d'accordo con Modesto suo marito, fece battezzare il bambino all'insaputa del padre, lo allevò nei principi della fede e gli coltivò in cuore un amore grandissimo a N. S. Gesù Cristo. Restituito al padre ancora in tenera età, non si può immaginare quanto costui si adoperasse per strappare dal cuore del santo fanciullo la fede e trascinarlo all'idolatria. Ma non riuscendovi nè colle minacce nè colle carezze lo fece battere crudelmente; se non che il pio fanciullo sopportò con pazienza le battiture e si mostrò più che mai costante nella fede.

Due riflessioni si impongono qui alla nostra attenzione. La prima riguarda la crudeltà del padre che giunse a tal punto di efferatezza verso la sua creatura per l'attaccamento che aveva alle turpitudini pagane. Come è detestabile la noncuranza di quei genitori che non si preoccupano mai di ciò che riguarda l'animo dei loro figli, anche quando sanno ch'essi sono in disgrazia di Dio, ma che sono tutto fuoco e vanno sulle furie se i figliuoli sono causa di qualche piccolo danno materiale in casa. La seconda riflessione ci porta ad ammirare nel tenero giovanetto S. Vito la forza meravigliosa della grazia di Dio: ciò desta nella nostra anima una grande fiducia nell'aiuto ch'Egli non ci lascerà mai mancare quando noi lotteremo contro i nemici della nostra salute.

Stiamo pur certi che nessuna tentazione, per quanto grande possa essere, avrà il potere di farci cadere nel peccato, se noi ricorreremo alla preghiera, al digiuno, alla mortificazione. In ogni evenienza potremo far nostre le parole del grande apostolo Paolo: « Omnia possum in Eo qui me confortat. Ogni cosa io posso coll'aiuto di Colui che mi conforta ». Alla fine Iles fu tanto inumano da consegnare suo figlio in mano di Valerio, governatore della provincia, crudele persecutore dei cristiani perchè ci pensasse lui a piegare l'animo del giovanetto ad adorare gli idoli. Ma Crescenzia e Modesto riuscirono a strappare il fanciullo dalle mani del persecutori e fuggirono con lui per l'Italia, dove però non trovarono quella tranquillità di cui andavano in cerca. 

Sbarcati in Lucania, ben presto vennero riconosciuti come cristiani e per questo furono incarcerati e subirono tutti e tre il martirio nella persecuzione di Diocleziano. S. Vito pei miracoli che operava era salito a tale rinomanza, che giuntane la fama a Diocleziano, quest'imperatore lo aveva fatto chiamare a corte, affinchè liberasse il suo figliuolo da una ossessione diabolica.

Avvenuta la liberazione, l'ingrato imperatore non avendo potuto persuaderlo colla più grande promessa di ricompensa a venerare gli dei, lo caricò di catene e con Modesto e Crescenzia fu gettato in prigione. Qualche giorno dopo avendo trovati i tre confessori ancor più inflessibili, comandò che fossero gettati in un'enorme caldaia ripiena di piombo liquefatto, di resina e di pece bollente: qui essi si misero a cantare i sacri inni. Furono allora tolti di là ed esposti ai leoni, i quali accovacciatisi si misero a lambire loro i piedi. Inferocito perciò l'imperatore, perchè vedeva la moltitudine commuoversi davanti al miracolo, ordinò che distesi sopra il cavalletto fossero loro tagliate le membra e divelte le ossa. Nel frattempo ci furono tuoni, folgori e grande terremoto: i templi degli dei rovinarono e molti pagani ne rimasero oppressi. Una pia matrona, per nome Fiorenza, imbalsamò i resti mortali dei tre martiri e li seppellì onorevolmente. 

PRATICA. Mediterò seriamente queste parole dei Santi: Nibil sum, nibil valeo, nibil possum, nibil habeo

PREGHIERA. O SS. Martiri Vito, Modesto e Crescenza, pregate per noi.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Basilicata, san Vito, martire.

ICONOGRAFIA


Nell'iconografia San Vito viene raffigurato in statue e dipinti come soldato romano, con la palma e la croce, simboli del martirio e con l'immancabile cane, a volte anche con due. Questo perché, secondo la tradizione, Diocleziano gli mandò contro un cane arrabbiato, ma San Vito, quando lo ebbe davanti, lo guarì. Egli, pertanto, é invocato come protettore contro i morsi dei cani. Vi é addirittura una formula che si recita per allontanare i cani ritenuti idrofobi:

Santu Vitu, Santu Vitu,
e tri voti vi lu dicu.
E chiamativi 'stu cani
chi mi voli muzzucari.
Denti di cira e di ferru filatu,
ieccati 'nterra, canazzu arraggiatu.


San Vito
titolo San Vito
autore Giuseppe Zacco anno 1828


In ricordo del miracolo per la figlia di Diocleziano, San Vito é invocato anche contro il cosiddetto Ballo di San Vito, malattia che porta forti crisi nervose e porta le persone ad agitarsi fortemente come se danzassero.

C'é anche il rosario di San Vito. Somiglia al rosario tradizionale, solo che l'Ave Maria nella prima posta viene sostituita con la seguente formula: Decimila voti l'oramu a Santu Vitu, l'oramu tutti l'uri, Santu Vitu lu protetturi. Nella seconda posta si dice vintimila voti, nella terza trentamila voti, nella quarta quarantamila voti, e infine nella quinta cinquantamila voti. Al termine di ogni posta si sostituisce il Padre nostro con questa preghiera: Santu Vitu di Mazara, cu lu vrazzu n'arripara e a lu populu divotu ci scanza lampi, trona, guerri, malatii e tirrimotu. (S.B.)


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Alcune dedicazioni a San Vito

Cattedrale di San Vito
Cattedrale di San Vito
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