Quodvultdeus fu vescovo di Cartagine negli anni che seguirono la morte di S. Agostino (t 430; 28 ago.). Per le province romane del Nord Africa stava allora per terminare un periodo di relativa tranquillità in campo sia politico che teologico; la maggioranza della popolazione si era convertita al cristianesimo e i donatisti, nonostante l'influenza che ancora esercitavano, erano stati messi "alle corde" dalla pressione dello stato e dalle argomentazioni teologiche di Agostino. Nel 429 la situazione cambiò drasticamente: circa ottomila vandali al seguito di Genserico, sostenitori dell'arianesimo, dal sud della Spagna invasero Tangeri (Marocco), dando così inizio a un secolo di persecuzioni per la Chiesa del Nord Africa. Siccome i vandali erano noti per la loro peculiare avversità al clero cattolico, la maggioranza dei chierici prese in considerazione l'ipotesi della fuga: Agostino cercò di incoraggiarli a rimanere sottolineando il dovere della perseveranza accanto alle proprie comunità, ma le sue parole caddero spesso nel vuoto. I contadini fuggirono dalle campagne nelle grandi città (ad esempio Cartagine), che erano in grado di resistere più a lungo.
Quodvultdeus, già succeduto a Capreolo come vescovo di Cartagine, criticò violentemente i cristiani che si lasciavano attrarre più dal circo che dagli esempi offerti dalle martiri Perpetua e Felicita (6 mar.) e da coloro che nelle campagne stavano anche allora subendo il martirio a causa della fede; era questo il motivo, ammoniva gli allarmati ascoltatori, delle calamità che stavano colpendo il Nord Africa quale giusta punizione di Dio. Nel 439 la città cadde in potere dei vandali, con enormi perdite di vite umane.
Davanti al netto rifiuto del vescovo di aderire all'arianesimo, a Quodvultdeus fu risparmiata la vita ma comminata la pena dell'esilio e, insieme alla maggior parte del suo clero, dovette abbandonare la patria. Imbarcati su decrepite navi prive di remi e di vela, gli esuli riuscirono in qualche modo a raggiungere Napoli e qui egli morì dopo poco tempo. Quodvultdeus è ricordato 1'8 gennaio nel calendario di Cartagine, il 19 febbraio nel Martirologio Romano.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Napoli, deposizione di san Quodvultdeus, vescovo di Cartagine, che mandato in esilio insieme al suo clero dal re ariano Genserico e messo su navi in disuso senza vele né remi, contro ogni speranza approdò a Napoli, dove morì confessore della fede.
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