San Mansueto di Toul, chiamato anche Mansuy o Mansuet, è venerato come il primo vescovo di Toul, nell'antica Gallia Belgica, nell'attuale Francia. La sua figura è legata alle origini della comunità cristiana di Toul e alla prima evangelizzazione della popolazione dei Leuci. La sua memoria liturgica ricorre il 3 settembre.
Le notizie sulla vita di Mansueto sono scarse e provengono soprattutto da una Vita composta nel X secolo dal monaco Adsone, maestro della scuola dell'abbazia di Saint-Evre di Toul e successivamente abate di Montier-en-Der. Poiché la biografia fu scritta diversi secoli dopo la morte del Santo, molti dei suoi particolari appartengono alla tradizione agiografica e non possono essere verificati storicamente.
Secondo questa tradizione, Mansueto sarebbe stato originario delle isole Britanniche. Avrebbe ricevuto la propria formazione cristiana a Roma, dove sarebbe stato ordinato sacerdote e consacrato vescovo prima di essere inviato in Gallia per annunciare il Vangelo ai Leuci, la popolazione che aveva come centro la città di Toul.
Mansueto è considerato il fondatore della Chiesa di Toul e il suo primo vescovo. La tradizione lo colloca nel IV secolo, probabilmente tra il 338 e il 375, anche se le date precise del suo episcopato non sono certe. Il primo vescovo di Toul documentato con sicurezza dalle fonti contemporanee è invece Sant'Auspicio, ricordato intorno al 472.
Secondo la Vita, all'inizio la predicazione di Mansueto incontrò una forte opposizione. Il vescovo avrebbe quindi scelto di stabilirsi fuori dalla città, conducendo una vita austera e dedicandosi alla preghiera, alla meditazione e all'annuncio del Vangelo.
L'episodio più celebre della tradizione riguarda il figlio del governatore di Toul. Il bambino, mentre giocava, sarebbe caduto nel fiume Mosella e sarebbe annegato. Non riuscendo a ritrovare il corpo, i genitori si sarebbero rivolti disperatamente a Mansueto.
Secondo il racconto agiografico, il vescovo pregò e riuscì a riportare in vita il bambino. Il prodigio avrebbe provocato la conversione del governatore e di numerosi abitanti della città, contribuendo alla diffusione del cristianesimo nella regione. Questo miracolo è diventato il principale attributo iconografico del Santo: nelle rappresentazioni artistiche Mansueto appare spesso accanto a un bambino con una palla, simbolo del figlio del governatore.
La tradizione attribuisce a Mansueto un'intensa opera di evangelizzazione. Dopo le prime conversioni, avrebbe distrutto o fatto abbandonare i simboli del culto pagano e organizzato stabilmente la nuova comunità cristiana.
Gli vengono inoltre attribuite alcune delle prime fondazioni religiose di Toul, tra cui luoghi di culto dedicati alla Vergine Maria, a Santo Stefano e a San Giovanni Battista. Sebbene questi particolari appartengano soprattutto alla tradizione medievale, il culto del Santo è rimasto profondamente legato alla nascita della Chiesa locale.
Un elemento importante della tradizione riguarda San Martino di Tours. Secondo la Vita di Adsone, Martino avrebbe visitato la tomba di Mansueto durante uno dei suoi viaggi verso Treviri, probabilmente negli anni 384-386.
Questo racconto è stato utilizzato dalla tradizione per collocare la morte di Mansueto prima della fine del IV secolo. Non costituisce tuttavia una prova contemporanea dell'esistenza del vescovo, poiché la fonte che lo riferisce fu composta diversi secoli più tardi.
Secondo la tradizione, Mansueto morì a Toul nel IV secolo. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa di San Pietro, costruita secondo la tradizione dallo stesso vescovo nei pressi della città.
Il luogo della sepoltura divenne successivamente un importante centro di devozione. Sul sito sorse poi l'abbazia di Saint-Mansuy, che per molti secoli custodì la memoria e le reliquie del primo vescovo di Toul.
Le reliquie di San Mansueto furono oggetto di diverse traslazioni. Una delle più importanti avvenne nel 1506. Nel corso dei secoli alcune parti del corpo furono distribuite tra diverse chiese della regione di Lorena.
La Rivoluzione francese provocò ulteriori dispersioni delle reliquie. Nonostante ciò, alcune parti attribuite al Santo sono state conservate nella regione e la memoria della sua tomba è rimasta legata all'antica abbazia di Saint-Mansuy.
Il culto di San Mansueto si sviluppò soprattutto a Toul e nella diocesi omonima. La venerazione sembra essersi consolidata soprattutto a partire dal X secolo, quando la riscoperta delle antiche memorie episcopali portò a valorizzare la figura del primo pastore della Chiesa locale.
La sua devozione rimase prevalentemente locale. In Italia il suo culto è particolarmente raro: una delle principali testimonianze è la comunità di Mansuè, in provincia di Treviso, il cui nome è legato alla devozione verso il Santo.
San Mansueto viene generalmente rappresentato con gli abiti episcopali. Il suo attributo più caratteristico è il bambino risuscitato, talvolta raffigurato con una palla tra le mani.
Questa immagine richiama il miracolo narrato dalla tradizione e permette di distinguere Mansueto di Toul da altri santi omonimi. Il Santo può inoltre essere raffigurato mentre predica, mentre distrugge gli idoli pagani o accanto alla città di Toul.
La memoria liturgica di San Mansueto di Toul ricorre il 3 settembre. Il Martirologio Romano lo ricorda a Toul, nella Gallia Belgica, come primo vescovo della città.
San Mansueto rimane una figura fondamentale nella tradizione cristiana di Toul. Anche se la maggior parte delle notizie biografiche proviene da fonti medievali e deve quindi essere valutata con prudenza, la tradizione ecclesiastica lo ha sempre considerato il primo pastore e fondatore della Chiesa di Toul.
La sua memoria è soprattutto quella di un evangelizzatore che avrebbe portato il cristianesimo tra i Leuci e posto le basi della comunità cristiana locale. Per questo, ancora oggi, San Mansueto è venerato come apostolo di Toul e primo vescovo della città.