San Filippo Howard

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San Filippo Howard
Nome: San Filippo Howard
Titolo: Martire
Nome di battesimo: Philip Howard
Nascita: 1557, Londra, Inghilterra
Morte: 1595, Londra, Inghilterra
Ricorrenza: 19 ottobre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
1929, Roma, papa Pio XI
Canonizzazione:
1970, Roma, papa Paolo VI


Filippo Howard, figlio maggiore del quarto duca di Norfolk e rampollo della più importante famiglia aristocratica inglese, nacque a Londra nel 1557. Salita al trono la regina Elisabetta I nel 1558, il padre di Filippo ripudiò la propria fede cattolica; il santo ricevette quindi un'educazione protestante, avendo Giovanni Knox come tutore. La famiglia cadde in disgrazia nel 1572, quando il duca fu giustiziato per tradimento a causa del suo coinvolgimento in un complotto che mirava a deporre la regina Elisabetta (complotto Ridolfi).

Filippo, divenuto pupillo di lord Burghley, primo ministro della regina, si recò a studiare a Cambridge, dove nel 1576 conseguì la laurea in Lettere. Introdotto a corte, divenne uno dei favoriti della regina Elisabetta, ottenendo nel 1580 il titolo di conte di Arundel.

Si fece quindi una certa reputazione conducendo una vita di società piuttosto sregolata. Ma il suo stile di vita stava per cambiare. Egli che, appena dodicenne, era stato dato in sposo ad Anna, figlia di lord Tommaso Dacre, e per molti anni l'aveva totalmente trascurata, si riconciliò con lei e Anna fu una delle persone decisive nella sua scelta di diventare cattolico: questa conversione, avvenuta nel 1584, prese il via da una discussione, a cui Filippo assistette nel 1581, tra S. Edmondo Campino (1 die.) e alcuni teologi protestanti, durante la quale si accorse che il gesuita aveva ragione su tutti i punti in discussione.

Quando, nel 1584 e 1585, furono approvate leggi ancora più severe contro i cattolici inglesi, Filippo e Anna decisero di lasciare il Paese e di andare a vivere sul continente. Subito prima di partire, Filippo scrisse alla regina affermando di essere giunto al punto «in cui doveva scegliere tra la sicura uccisione del corpo e l'evidente rischio per l'anima».

Tuttavia abbandonare il Paese senza il permesso regale era già di per sè un'offesa, per cui Filippo, arrestato in mare, fu rinchiuso nella Torre di Londra. Nonostante fosse stato accusato di tradimento, la pena si limitò a una multa di diecimila sterline e a un ordine di custodia la cui durata sarebbe dipesa dalla volontà della regina.

Nel 1589 fu di nuovo accusato di tradimento; questa volta perché aveva pregato per il successo dell'Armata spagnola l'anno precedente e aveva mantenuto una corrispondenza epistolare con il cardinale Allen a Roma. Sebbene i giudici avessero decretato che la preghiera in se stessa non poteva essere considerata un atto di tradimento, fu riconosciuto colpevole e condannato a morte.

La sentenza però non fu eseguita e al suo posto Filippo rimase chiuso nella Torre fino alla morte, avvenuta nel 1595 dopo una lunga malattia. Poco prima di morire indirizzò una lettera molto commovente alla moglie, chiedendole ancora perdono per come l'aveva offesa in passato; scriveva: «Chiamo Dio a testimone di quanto io sia addolorato per non poter rimediare in questo mondo alle offese che ti ho arrecato; ma se a Dio fosse piaciuto concedermi una vita più lunga, senza dubbio sarei stato per te un buon marito [...] per sua grazia, come sono stato cattivo in precedenza r...1 [Dio] sa che il passato è un chiodo nella mia coscienza [...]. Ti supplico per amore di Dio di farti coraggio qualsiasi cosa accada, e soprattutto di rendere grazie per quello che più piacerà a Dio e che sarà sua volontà far succedere».

È ancor oggi visibile l'incisione fatta da Filippo sulla parete della sua stanza nella torre Beauchamp della Torre di Londra. Le sue reliquie riposano nella cattedrale di Arundel; beatificato nel 1929, fu canonizzato nel 1970 come uno dei Quaranta martiri inglesi e gallesi.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Londra in Inghilterra, san Filippo Howard, martire, che, conte di Arundel e padre di famiglia, caduto in disgrazia presso la regina Elisabetta per avere abbracciato la fede cattolica, fu gettato in carcere, dove, mirabilmente dedito alla preghiera e alla penitenza, meritò di ricevere la corona del martirio consunto dagli stenti e dalle torture.

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