San Caletrico di Chartres, chiamato anche Calétric, Caltry o Chaletricus, fu vescovo di Chartres nel VI secolo. È ricordato come il successore di San Lubino e come un pastore particolarmente mite, caritatevole e attento ai poveri, alle vedove e agli orfani. La sua memoria liturgica ricorre il 4 settembre. Le fonti storiche lo documentano soprattutto attraverso la partecipazione ai concili dell'epoca.
Secondo la tradizione, Caletrico nacque da una famiglia nobile e ricevette un'educazione cristiana. Fu ordinato sacerdote da San Lubino, vescovo di Chartres, sotto la cui guida si distinse per la sua vita virtuosa e per la dedizione al ministero.
Una tradizione agiografica racconta che, dopo l'ordinazione, Caletrico fu colpito da una grave malattia. La sorella Mallegonda chiese a San Lubino di intervenire. Il vescovo portò personalmente l'olio benedetto e, dopo aver pregato e unto il sacerdote malato, Caletrico sarebbe guarito completamente. Questo episodio appartiene alla tradizione agiografica sviluppatasi intorno alla sua figura.
Dopo la morte di San Lubino, Caletrico fu scelto come suo successore sulla cattedra di Chartres. La tradizione lo presenta come un vescovo molto giovane, mentre le fonti storiche permettono di collocare il suo episcopato tra la metà del VI secolo e il 573, quando la sede era già occupata dal suo successore Pappolo.
Il suo governo pastorale fu caratterizzato dalla mitezza, dalla bontà e dalla carità. Secondo la testimonianza del poeta e vescovo Venanzio Fortunato, che gli dedicò un importante elogio funebre, Caletrico era particolarmente amato dal clero e dalla popolazione.
La tradizione ricorda Caletrico come un autentico padre dei più deboli. Si sarebbe occupato degli orfani, delle vedove prive di sostegno e dei poveri, ai quali dedicava particolare attenzione.
Venanzio Fortunato ne esaltò soprattutto la dolcezza e la bontà, descrivendolo come un pastore capace di guidare il proprio gregge con la parola di Dio e di affrontare con carità le difficoltà spirituali dei fedeli. Questa testimonianza è particolarmente importante perché proviene da un autore vissuto nello stesso periodo storico del vescovo.
Caletrico è una delle figure episcopali di Chartres del VI secolo meglio documentate. Il suo nome compare infatti negli atti di importanti assemblee ecclesiastiche.
Partecipò a un concilio di Parigi, generalmente collocato tra il 557 e il 563, e nel 567 prese parte al concilio di Tours. La sua presenza a queste assemblee dimostra il ruolo che ricopriva nella rete episcopale della Gallia merovingia.
Secondo Venanzio Fortunato, Caletrico morì ancora molto giovane, all'età di circa 38 anni. La sua morte viene generalmente collocata tra il 567 e il 573, con il 4 settembre come data tradizionale della morte.
Fu sepolto a Chartres, nella chiesa di San Sergio. La sua tomba rimase nel corso dei secoli un importante luogo di venerazione. La memoria del vescovo fu inoltre conservata attraverso l'epitaffio composto da Venanzio Fortunato, che ne celebrava le virtù e la bontà pastorale.
Nel 1703 venne scoperto il sarcofago attribuito a San Caletrico, con un'iscrizione antica che indicava la sua morte. Il ritrovamento contribuì a rafforzare il culto del Santo, già attestato almeno dall'XI secolo.
La tomba è oggi conservata nella cripta della cattedrale di Chartres. Le reliquie, invece, andarono disperse durante la Rivoluzione francese.
Il culto di San Caletrico rimase particolarmente vivo nella Chiesa di Chartres. La sua memoria fu conservata nei calendari locali e la sua figura venne rappresentata anche nelle vetrate della cattedrale di Chartres.
È raffigurato tradizionalmente con gli abiti episcopali e il pastorale, simboli del suo ministero di vescovo. La diocesi di Chartres lo annovera tra i propri santi patroni.
La memoria liturgica di San Caletrico di Chartres ricorre il 4 settembre nel Martirologio Romano. Nella tradizione liturgica locale di Chartres la celebrazione è stata invece associata anche al 8 ottobre, in relazione alla traslazione delle sue reliquie.
San Caletrico rimane una delle figure più significative dell'antica Chiesa di Chartres. Le fonti storiche lo mostrano come un vescovo realmente inserito nella vita ecclesiale della Gallia del VI secolo, mentre la tradizione cristiana ne ha conservato soprattutto l'immagine di un pastore mite, caritatevole e vicino ai più deboli.
La sua breve vita episcopale, conclusasi prematuramente, lasciò una memoria così forte che il suo culto sopravvisse per secoli, fino alla scoperta della sua antica tomba e alla sua presenza ancora oggi nella cripta della cattedrale di Chartres.