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San Bonifacio I

San Bonifacio I
Nome: San Bonifacio I
Titolo: Papa
Ricorrenza: 4 settembre
Tipologia: Commemorazione




Bonifacio, romano di nascita, figlio del presbitero Giocondo, divenne anch'egli sacerdote, e durante il regno di papa S. Innocenzo I (401-417; 28 lug.) si recò diverse volte a Costantinopoli per suo conto. Il 26 dicembre 418, alla morte del successore di Innocenzo, papa S. Zosimo (26 dic.), si creò una piccola fazione di diaconi in Roma, c alcuni sacerdoti si riunirono in Laterano ed elessero l'arcidiacono Eulalio come successore. Lo stesso giorno, o il seguente, a ogni modo, nella basilica di S. Teodora, la maggior parte del clero anziano di Roma e molti membri appartenenti al mondo laico elessero Bonifacio, che aveva già una certa età. Entrambi furono consacrati il 29 dicembre, Eulalio in Laterano dal vescovo di Ostia, che per tradizione ordinava il vescovo di Roma, Bonifacio nella chiesa di S. Marcello, alla presenza di nove vescovi.

La questione fu ulteriormente complicata dal fatto che nel suo rapporto all'imperatore Onorio (395-423), che si trovava allora a Ravenna, Simmaco, il prefetto pagano di Roma, decise di scegliere Eulalio. A Bonifacio fu detto di lasciare Roma, cosa che fece, sotto riserva, tuttavia si avvalse dell'aiuto di amici influenti a corte, inclusa la temibile sorella dell'imperatore Galla Placidia, per persuadere Onorio a riconsiderare la questione.

Non fu deciso niente nel sinodo che si tenne a Ravenna, perciò Onorio ne convocò un altro, a Spoleto il 13 giugno 419, cui avrebbero partecipato i vescovi dell'Africa e della Gallia; nel frattempo Bonifacio ed Eulalio avrebbero dovuto ritirarsi da Roma, lasciando il vescovo di Spoleto a presiedere le celebrazioni pasquali del 30 marzo. Bonifacio obbedì, ma fu richiamato a Roma e riconosciuto papa il 3 aprile, dato che Eulalio aveva così irritato il governo con il suo rifiuto di obbedire all'ordine di lasciare la città, da essere bandito per sempre.

A quel tempo Bonifacio era gravemente malato e temeva che, in caso di morte, il problema si sarebbe ripresentato, perciò chiese a Onorio di aiutarlo a mantenere la pace se vi fosse stata un'elezione. Onorio, forse intervenendo più velocemente e integralmente di quanto Bonifacio si aspettasse, decretò che se fossero state elette due persone, entrambe sarebbero state dichiarate non idonee (il governo avrebbe riconosciuto solo un candidato eletto all'unanimità).

Nonostante l'anziana età e la malattia, Bonifacio governò fermamente, prendendo un certo numero di decisioni importanti. Con il ripristino dei diritti metropolitani a Marsiglia, Narbona e Vienne, sostenendo i diritti dei vescovi, riparò in parte al danno provocato da papa Zosimo che aveva trasformato Arles in un vicariato pontificio. D'altro canto, cercò di riaffermare l'autorità del papa nel vicariato di Tessalonica, poiché l'imperatore orientale, Teodosio II (408-450), aveva tentato di trasferire la giurisdizione a Costantinopoli. In Africa il suo intervento ottenne vari risultati: tentò di sedare l'ira dei vescovi, infuriati per il nunzio di Zosimo che aveva difeso un sacerdote deposto, ma a sua volta li fece adirare reintegrando al suo posto un vescovo che era stato destituito, prima di aver udite le accuse contro di lui. Fu un fermo sostenitore dell'ortodossia e in particolare di S. Agostino (28 ago.) nella disputa con i pelagiani. Consegnò ad Agostino due lettere in cui i leader pelagiani lo calunniavano, per dargli l'opportunità di rispondere loro di persona. Come segno di rispetto e gratitudine, Agostino dedicò a Bonifacio il trattato che scrisse come replica alle critiche ricevute.

Poche opere scritte da Bonifacio sono state conservate, a parte una o due lettere, e, sulla base delle prove disponibili, sembra sia stato un uomo gentile e umile. Mori il 4 settembre 422, fu seppellito nel cimitero Massimo sulla Via Salaria, in una cappella che aveva costruito vicino alla tomba di S. Felicita (7 mar.), alla quale era molto devoto.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma nel cimitero di Massimo sulla via Salaria, deposizione di san Bonifacio I, papa, che risolse molte controversie inerenti alla disciplina ecclesiastica.

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