Salvo Rosario Antonio D'Acquisto nacque il 15 ottobre 1920 a Napoli, primogenito di cinque figli in una famiglia profondamente cristiana. I genitori, Salvatore D'Acquisto e Ines Marignetti, trasmisero ai figli valori autentici e insegnarono a pregare fin da piccoli.
Dopo aver frequentato scuole religiose, nel 1939 Salvo entrò nell'Arma dei Carabinieri, distinguendosi per fedeltà al dovere, dedizione al prossimo e amore per la Patria.
Il 23 settembre 1943, a seguito di un'esplosione accidentale che causò la morte di due soldati tedeschi, le autorità naziste arrestarono 22 civili innocenti, minacciando di giustiziarli come rappresaglia. Nonostante avesse cercato di spiegare l'accidentalità dell'evento, D'Acquisto, per salvare gli ostaggi, si autoaccusò del presunto sabotaggio, venendo fucilato sul posto.
Le spoglie di Salvo D'Acquisto riposano nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, luogo di pellegrinaggio per quanti vogliono onorare la memoria di un uomo che ha incarnato i più alti valori cristiani e patriottici.
Il percorso di beatificazione di Salvo D’Acquisto, iniziò nel 1983, rimase bloccato per molti anni a causa di un nodo teologico. Secondo le regole tradizionali della Chiesa, infatti, per essere proclamati martiri bisognava essere uccisi in odio alla fede cattolica, mentre il vicebrigadiere fu fucilato dai nazisti per una ritorsione militare.
La svolta decisiva è arrivata grazie a Papa Francesco, che nel 2017 ha introdotto una nuova via per la santità basata sull'offerta volontaria e consapevole della propria vita per salvare il prossimo. Nel febbraio 2025, la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente che il gesto del militare fu un supremo atto di carità cristiana, proclamandolo Venerabile. Per giungere alla beatificazione definitiva, l'iter canonico richiede ora un ultimo passaggio, ovvero il riconoscimento formale di un miracolo avvenuto per sua intercessione.