Il Beato Pasquale Fortuño Almela fu un sacerdote spagnolo dell'Ordine dei Frati Minori e martire della persecuzione religiosa durante la Guerra civile spagnola. Nacque a Villarreal, nella provincia di Castellón, il 3 marzo 1886, e morì martire sulla strada tra Castellón e Benicasim l'8 settembre 1936. Fu beatificato da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme ai suoi tre confratelli e agli altri martiri della persecuzione religiosa spagnola. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Pasquale nacque in una famiglia semplice, conosciuta per la fede cristiana e la laboriosità. Frequentò le scuole presso il collegio francescano di Villarreal e, all'età di dodici anni, entrò nel seminario minore francescano di Balaguer, iniziando il cammino verso la vita religiosa.
Il 18 gennaio 1905 vestì l'abito francescano e mantenne il nome ricevuto al battesimo. Dopo gli studi filosofici e teologici, fu ordinato sacerdote a Teruel il 15 agosto 1913. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Dopo l'ordinazione, Pasquale fu inviato nel seminario minore francescano di Benisa, vicino ad Alicante, dove si dedicò alla formazione dei giovani aspiranti alla vita religiosa.
Nel 1917 i superiori lo destinarono alla Custodia francescana di Sant'Antonio in Argentina. Anche durante gli anni trascorsi in America Latina continuò il suo ministero sacerdotale e la sua attività apostolica.
Rientrato successivamente in Spagna, venne destinato al convento di Santo Spirito del Monte, presso Gilet, nella provincia di Valencia. Qui svolse il suo servizio come sacerdote e, in particolare, come vicario del convento. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Con lo scoppio della Guerra civile spagnola nel luglio 1936, la situazione dei religiosi divenne rapidamente pericolosa. I conventi furono presi di mira e molti sacerdoti e religiosi furono costretti a fuggire o a nascondersi.
Il 18 luglio 1936 Pasquale, costretto dagli eventi ad abbandonare il convento, si rifugiò presso i suoi familiari a Villarreal. Nonostante il pericolo, continuò a vivere con fede e serenità, affidandosi alla protezione di Dio. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Il 7 settembre 1936 Pasquale fu arrestato. Venne condotto in una località nei pressi di Castellón e successivamente trasferito verso il luogo nel quale sarebbe stato ucciso.
La sua condotta durante le ultime ore viene ricordata come particolarmente serena. Nonostante fosse consapevole della sorte che lo attendeva, non rinnegò la propria fede e rimase fedele alla vocazione francescana fino alla fine.
L'8 settembre 1936 Pasquale fu condotto sulla strada tra Castellón e Benicasim per essere fucilato. Secondo la tradizione, i colpi sparati contro di lui non riuscirono a ucciderlo: le pallottole avrebbero rimbalzato sul suo petto.
Di fronte a questa situazione, Pasquale avrebbe detto ai suoi persecutori che, se volevano davvero ucciderlo, avrebbero dovuto usare un'arma bianca. Gli venne quindi inferta una ferita mortale con una baionetta al petto.
La tradizione riferisce che alcuni degli stessi esecutori, impressionati dal suo comportamento, riconobbero successivamente la sua straordinaria serenità e il suo atteggiamento di fede. :contentReference[oaicite:4]{index=4}
La morte di Pasquale lasciò un'impressione profonda anche tra coloro che avevano partecipato alla sua uccisione. Secondo le testimonianze tramandate, alcuni degli esecutori arrivarono a riconoscere che avevano ucciso un uomo innocente e santo.
La sua fama di martire si unì così a quella degli altri religiosi francescani uccisi durante la persecuzione. La Chiesa riconobbe nel suo comportamento una testimonianza autentica della fedeltà a Cristo e della disponibilità ad affrontare la morte senza rinnegare la fede.
La causa di Pasquale Fortuño Almela fu inserita nel gruppo dei martiri francescani della persecuzione religiosa spagnola. Il decreto sul riconoscimento del martirio fu promulgato il 20 dicembre 1999.
L'11 marzo 2001, in Piazza San Pietro a Roma, San Giovanni Paolo II lo beatificò insieme a Plácido García Gilabert, Alfredo Pellicer Muñoz e Salvador Mollar Ventura, suoi confratelli francescani, e agli altri martiri della stessa persecuzione. :contentReference[oaicite:5]{index=5}