Il Beato Maurizio Tornay nacque il 31 agosto 1910 a La Rosière, nel comune di Orsières, nel Vallese, in Svizzera. Crebbe in una famiglia di agricoltori profondamente cristiana e fin da giovane maturò la vocazione sacerdotale.
Nel 1931 entrò nella Congregazione dei Canonici Regolari dei Santi Nicola e Bernardo del Gran San Bernardo. Dopo la formazione religiosa e gli studi teologici, nel 1936 partì come missionario per la Cina. Fu ordinato sacerdote ad Hanoi il 24 aprile 1938 e per alcuni anni si dedicò alla formazione dei seminaristi, distinguendosi per la sua grande attenzione verso i giovani.
Nel 1945 gli venne affidata la missione di Yerkalo, in Tibet, una zona dove i cristiani erano sottoposti a forti ostilità. Padre Maurizio cercò di svolgere il proprio ministero con grande dedizione, imparando la lingua e cercando di avvicinarsi alla popolazione locale.
Le autorità religiose e civili legate ai lama cercarono però di allontanarlo dalla regione. Dopo essere stato costretto a lasciare Yerkalo, tentò attraverso le vie diplomatiche di ottenere il permesso di ritornare nella missione. Falliti questi tentativi, decise di recarsi verso Lhasa nella speranza di poter ristabilire la libertà di evangelizzazione.
L'idea di raggiungere Lhasa provocò la reazione dei suoi oppositori. Il 11 agosto 1949, mentre attraversava il territorio tibetano, Maurizio Tornay fu vittima di un'imboscata sul colle di Choula, a circa 4.000 metri di altitudine. Venne ucciso insieme al suo compagno di viaggio.
Morì così come aveva desiderato, offrendo la propria vita per la missione e per la diffusione del Vangelo. La Santa Sede riconobbe il carattere martiriale della sua morte, avvenuta in odio alla fede.
Il 16 maggio 1993, nella Basilica Vaticana, San Giovanni Paolo II proclamò Maurizio Tornay Beato insieme a tre religiose. Durante l'omelia, il Pontefice lo indicò come esempio di missionario disposto a donare completamente la propria vita a Cristo e al popolo che gli era stato affidato.