Il Beato Matteo Carreri, al secolo Gian Francesco Carreri, nacque a Mantova nel 1420 in una nobile famiglia della città. Fin dalla giovinezza manifestò una particolare inclinazione alla preghiera e alla vita religiosa. Entrando nella chiesa di San Domenico a Mantova, rimase profondamente colpito dal canto e dalla preghiera dei frati domenicani e maturò la decisione di entrare nell'Ordine dei Predicatori, assumendo il nome religioso di Matteo.
Intorno ai vent'anni iniziò il noviziato nel convento domenicano di Santa Maria degli Angeli, presso Mantova. Si dedicò con grande fervore alla preghiera, allo studio e alla penitenza, preparandosi al ministero della predicazione. Il suo zelo religioso era così intenso che, durante il noviziato, i suoi superiori dovettero talvolta moderare le sue pratiche di penitenza e il suo ardore spirituale.
Dopo essere stato ordinato sacerdote, Matteo Carreri si dedicò soprattutto alla predicazione. La sua attività apostolica si sviluppò in diverse regioni dell'Italia settentrionale e centrale, in particolare in Lombardia e Toscana, ma anche in Liguria e Veneto. Le sue prediche erano caratterizzate da un linguaggio incisivo e appassionato e avevano come tema centrale la Passione di Cristo. La sua parola attirava numerose persone e contribuì a molte conversioni.
Matteo si impegnò anche nella riforma della vita religiosa. In particolare, nel convento domenicano di Soncino promosse un profondo rinnovamento della disciplina e della vita spirituale della comunità. Si dedicò inoltre alla formazione dei membri del Terz'Ordine domenicano e accompagnò spiritualmente diverse persone desiderose di vivere più intensamente la propria fede. Tra queste viene ricordata la Beata Stefana Quinzani, che sotto la sua guida intraprese un intenso cammino di perfezione cristiana.
La sua predicazione affrontava anche alcuni problemi della società del suo tempo. Matteo Carreri richiamava i fedeli all'osservanza dei giorni festivi e si oppose a quelle forme di divertimento che riteneva incompatibili con la vita cristiana. A Vigevano, durante la Quaresima del 1470, intervenne pubblicamente contro alcuni spettacoli e divertimenti giudicati licenziosi, suscitando anche la reazione delle autorità locali.
Nello stesso anno Matteo tornò a Vigevano, città nella quale aveva già svolto la sua attività di predicazione e dove era particolarmente stimato dalla popolazione. Qui continuò il suo ministero nel convento domenicano di San Pietro Martire, dedicandosi alla predicazione e alla cura spirituale dei fedeli. La sua figura divenne sempre più conosciuta e venerata dagli abitanti della città.
Il Beato Matteo Carreri morì a Vigevano il 5 ottobre 1470. Dopo la sua morte, la fama della sua santità si diffuse rapidamente e numerosi fedeli iniziarono a rivolgersi alla sua intercessione. Il suo corpo fu custodito nella chiesa di San Pietro Martire, dove ancora oggi è venerato.
Nel 1482 papa Sisto IV autorizzò la traslazione delle sue spoglie e la celebrazione della sua memoria. Nel 1518 gli abitanti di Vigevano lo elessero come protettore della città. Successivamente, il 23 settembre 1742, papa Benedetto XIV confermò il culto del Beato Matteo Carreri, concedendone la celebrazione al clero di Mantova e Vigevano e all'Ordine dei Predicatori.
La sua memoria liturgica ricorre il 5 ottobre. Il Beato Matteo Carreri è ricordato dalla Chiesa come sacerdote domenicano e predicatore della parola di Dio e viene venerato in modo particolare a Vigevano, della quale è compatrono insieme a Sant'Ambrogio.