Il Beato Mariano Skrzypczak nacque il 15 aprile 1909 a Janowiec Wielkopolski, in Polonia. Dopo aver frequentato il liceo a Żnin, maturò la vocazione al sacerdozio ed entrò nel seminario dell'arcidiocesi di Gniezno, dove completò gli studi e la formazione ecclesiastica.
Il 5 giugno 1935 ricevette l'ordinazione sacerdotale dalle mani del vescovo Antoni Laubitz. Celebrò la sua prima Messa nella chiesa di San Michele Arcangelo a Gniezno. Dopo l'ordinazione fu destinato come vicario alla parrocchia di Rogowo, dove iniziò il suo ministero pastorale. Nel 1936 venne trasferito a Płonkowo, dove continuò a servire la comunità cristiana.
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel settembre 1939, la situazione dei cattolici polacchi e soprattutto dei sacerdoti divenne estremamente pericolosa. Nonostante le minacce e gli avvertimenti ricevuti, don Mariano decise di non abbandonare Płonkowo. Rimase accanto ai fedeli affidati alle sue cure, consapevole dei rischi che correva.
Il 5 ottobre 1939, un gruppo di giovani tedeschi appartenenti alla Hitlerjugend fece irruzione nella canonica di Płonkowo. I persecutori cercavano il parroco, don Jabłoński, che in quel momento non era presente. Rivolsero quindi le loro violenze contro don Mariano, accusandolo falsamente di aver incitato i polacchi a uccidere i tedeschi.
Il sacerdote venne brutalmente aggredito. Fu colpito e malmenato, ferito con una baionetta alla gamba e poi trascinato fuori dalla canonica. I suoi persecutori gli ordinarono di correre verso il paese. Nonostante le ferite, cercò di raggiungere la zona della chiesa, ma mentre si trovava nei pressi della sacrestia venne raggiunto da tre colpi di arma da fuoco, che gli causarono la morte.
Secondo le testimonianze raccolte nel corso del processo di beatificazione, negli ultimi istanti della sua vita don Mariano pregò per i suoi persecutori, chiedendo a Gesù di avere pietà e di perdonarli. Le parole attribuitegli, «Gesù, abbi pietà... perdona loro», divennero il segno più significativo della sua testimonianza cristiana e del perdono manifestato nei confronti di coloro che lo stavano uccidendo.
I parrocchiani provvidero alla sua sepoltura e conservarono nel tempo la memoria del giovane sacerdote. La sua morte venne ricordata come un atto di fedeltà alla propria vocazione e alla comunità che aveva scelto di non abbandonare nonostante il pericolo.
La causa di beatificazione di Mariano Skrzypczak venne inserita nel più ampio processo riguardante i 108 martiri della Seconda guerra mondiale, uomini e donne che morirono durante le persecuzioni naziste in Polonia. Il riconoscimento della sua testimonianza di fede portò alla beatificazione.
Il 13 giugno 1999, durante il viaggio apostolico in Polonia, Papa Giovanni Paolo II proclamò beati Mariano Skrzypczak e gli altri 107 martiri della Seconda guerra mondiale. La celebrazione ebbe luogo a Varsavia e inserì ufficialmente il sacerdote nel gruppo dei martiri venerati dalla Chiesa cattolica.
Nel dicembre 2006 furono riesumate e riconosciute le sue spoglie, che vennero successivamente trasferite nella chiesa di Płonkowo. Le reliquie furono collocate in un apposito reliquiario e oggi sono custodite nel santuario dedicato ai sacerdoti martiri. Nel 2013 la chiesa di Płonkowo è stata riconosciuta come Santuario arcidiocesano dei Sacerdoti Martiri.
Il Beato Mariano Skrzypczak è ricordato come sacerdote e martire, uno dei 108 martiri della Seconda guerra mondiale. La sua memoria liturgica ricorre il 5 ottobre, anniversario della sua morte.