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Beato Luigi d'Aleman

Beato Luigi d'Aleman
Nome: Beato Luigi d'Aleman
Titolo: Vescovo
Ricorrenza: 16 settembre
Tipologia: Commemorazione




Esaminando le sue azioni solo dall'esterno, Luigi d'Aleman non sarebbe stato un candidato probabile alla canonizzazione. Nato nel castello Arbert nella diocesi di Beily, a est di Lione, nel 1390 circa, era ancora giovane quando si recò ad Avignone, dove alla fine divenne lettore di diritto all'università, e dopo essersi laureato (proseguì gli studi per ottenere il dottorato nel 1414) suo zio, il cardinale Francesco de Conzié, camerlengo del papa, riuscì a procurargli un certo numero di benefici ecclesiastici.

Nel 1409, Luigi accompagnò lo zio al sinodo di Pisa, dove fu introdotto nel mondo complesso e spesso non edificante della politica ecclesiastica.

Il sinodo era stato convocato nella speranza che, con la deposizione di Gregorio XII (1406-1415) e dell'antipapa Benedetto XIII (1394- 1417), e con l'elezione di un nuovo papa gradito a tutti, si potesse porre fine al cosiddetto Grande Scisma d'Occidente, ma lungi dal risolversi la situazione peggiorò, e per un breve periodo i tre uomini [Gregario XII e i due antipapi Benedetto XIII e Alessandro V (1409-1410)] rivendicarono il titolo di papa.

I tentativi di risolvere la questione proseguirono, e Luigi fu presente nel 1414 all'incontro che alla fine si trasformò nel concilio di Costanza, convocato dal re Sigismondo (1411-1437), e dall'antipapa Giovanni XXIII (1410-1415), successore di Alessandro V.

Dopo aver deposto entrambi gli antipapi e spinto Gregorio XII a rinunciare al titolo, fu possibile finalmente tenere un conclave per eleggere un nuovo papa. A Luigi fu assegnato l'incarico di vicecamerlengo, che svolse finché diventò cardinale. Dopo l'elezione, Luigi fece parte della corte del nuovo papa, Martino V (1417-1431), che lo nominò vescovo di Maguelonne e gli affidò un certo numero di incarichi di responsabilità.

Il 3 dicembre 1423 fu promosso all'arcivescovado di Arles, il 24 maggio 1424 nominato governatore di Bologna, Ravenna, e Romagna, e l'anno seguente cardinale. Subito dopo, tuttavia, le cose peggiorarono, poiché a Bologna fu avversato dalla potente famiglia dei Canetoli: i suoi soldati furono soverchiati da quelli dei rivali, ed egli fu fatto prigioniero. Fu liberato dopo pochi giorni, ma dato che non riuscì a riconquistare la città, il 23 agosto 1428 fu costretto a ritirarsi a Roma, umiliato dal punto di vista politico.

Martino, che Luigi e qualche altro cardinale, a quanto pare, temevano, morì il 20 febbraio del 1431, e nonostante la sua avversione personale per i concili generali e per l'idea, allora generalmente diffusa, che il papa dovesse assoggettarsi alle loro decisioni, uno. dei suoi ultimi atti fu di convocarne uno a Basilea, che iniziò il 19 luglio 1431, ma che subito degenerò in un conciliabolo.

Una delle prime decisioni del successore di Martino, Eugenio IV (1431-1447), che condivideva le sue opinioni ma non i suoi scrupoli, fu quella di pubblicare una bolla di abrogazione.

Luigi, successo a Eugenio IV nella sede di Bologna, era un dichiarato sostenitore della cosiddetta posizione "conciliare", e gli fu perciò proibito lasciare Roma per recarsi a Basilea, dove alcuni vescovi avevano fatto capire che intendevano ignorare Eugenio e portare avanti il concilio.

In una successione d'eventi piuttosto drammatica, riuscì a scappare travestendosi, a bordo di una nave genovese ormeggiata in quel momento sul Tevere, e a raggiungere Arles, dove trascorse solo un paio d'anni, poiché nel 1434 il papa ritirò il suo decreto d'annullamento. Luigi andò subito a Basilea, dove assunse la guida della maggioranza estremista a favore del concilio che si opponeva al rappresentante del papa, il cardinale Giuliano Cesarini.

Nel 1437, con il partito antipapale ancora in ascesa, il papa stesso fu chiamato a rispondere della sua provata disobbedienza nel discutere il riavvicinamento con la Chiesa greca, ma rifiutò e ordinò al concilio di radunarsi di nuovo a Ferrara.

Il cardinale Cesarini e i suoi seguaci obbedirono, come il cardinale Niccolò Cusano, abbandonando l'assemblea diventata illegale a Basilea e presieduta solo da Luigi.

Nel 1439, Luigi e altri trentadue elettori nominati da una commissione riuscirono a deporre Eugenio perché si era opposto al concilio, e al suo posto elessero Amedeo VIII, duca di Savoia, che, come Felice V (1439-1449), diventò l'ultimo degli antipapi.

Nel frattempo, Luigi non aveva dimenticato totalmente i suoi doveri pastorali di vescovo, e quando la città fu colpita dalla peste, fu uno dei principali organizzatori dei soccorsi.

Alla morte di Eugenio nel 1447, il concilio si concluse, e Felice accettò di rassegnare le dimissioni in favore del successore di Eugenio, legittimamente eletto, Niccolò V (1447-145.5), ponendo finalmente termine allo scisma.

Con un gesto magnificamente conciliante, Niccolò revocò tutte le sospensioni, le scomuniche, e altre penalità a carico dell'antipapa, dei membri del concilio e dei loro sostenitori.

Luigi, reintegrato nella sua posizione di cardinale, si rammaricò profondamente per il resto della vita del ruolo che aveva avuto nello scisma, e ritornò ad Arles, dove riprese a condurre la vita di preghiera e di penitenza che era sempre stata la caratteristica più distintiva del suo modo di vivere.

Alla sua morte avvenuta nel convento francescano a Salon (13ou-ches-du-Rhóne), nel 1450, fu sepolto nella chiesa di Saint-Trophi-me ad Arles, in cui si dice siano avvenuti miracoli.

Il culto che ne scaturì fu poi approvato da papa Clemente VII (1523-1532) nel 1527, e la festa di Luigi è celebrata in diverse diocesi della Francia meridionale.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Salon nella Provenza in Francia, transito del beato Luigi d’Aleman, vescovo di Arles, che visse in assoluta pietà e penitenza.

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