Il Beato Ladislao Maczkowski, in polacco Władysław Mączkowski, nacque il 24 giugno 1911 a Ociąż, in Polonia. Fu sacerdote dell'arcidiocesi di Gniezno e morì nel campo di concentramento di Dachau, in Germania, il 20 agosto 1942, vittima della persecuzione nazista contro la Chiesa cattolica e il popolo polacco.
Władysław nacque in una famiglia numerosa. Era il più giovane di sette figli. Suo padre, Szczepan Mączkowski, lavorava come domestico presso una tenuta locale.
Frequentò la scuola a Ociąż e proseguì gli studi presso il Ginnasio Maschile di Ostrów Wielkopolski, dove conseguì il diploma nel 1931.
Sentendo la vocazione al sacerdozio, entrò quindi nel seminario arcivescovile, compiendo gli studi ecclesiastici a Poznań e Gniezno.
Il 22 maggio 1937 ricevette l'ordinazione sacerdotale dal cardinale August Hlond.
Il giovane sacerdote fu destinato inizialmente alla parrocchia di Słupy, dove svolse il suo primo ministero pastorale. Dopo circa due anni, nel luglio del 1939, divenne vicario presso la parrocchia di San Martino a Szubin.
Si distinse per il suo impegno pastorale, in particolare nell'assistenza spirituale ai fedeli e nel lavoro con i giovani.
Il 1 settembre 1939 la Germania nazista invase la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale. Poco tempo dopo, il parroco della comunità nella quale Ladislao svolgeva il proprio ministero venne arrestato dalle autorità di occupazione.
Per evitare l'arresto, il giovane sacerdote fu costretto a nascondersi presso alcune famiglie della zona. Nonostante il pericolo, continuò a svolgere clandestinamente il proprio ministero sacerdotale e a prestare assistenza ai fedeli.
Quando la situazione sembrò momentaneamente meno pericolosa, Ladislao riprese contatto con i suoi superiori ecclesiastici.
Gli venne affidato l'incarico di amministratore della parrocchia di San Nicola a Łubowo, nei pressi di Gniezno. Accettò l'incarico pur essendo consapevole dei rischi legati alla situazione politica e religiosa della Polonia occupata.
A Łubowo continuò a distinguersi per il suo grande zelo pastorale e per una vita sacerdotale considerata esemplare.
Il 26 agosto 1940 Ladislao Maczkowski venne arrestato dalle autorità tedesche.
Fu inizialmente detenuto nel campo di transito di Szczeglin. Dopo alcuni giorni venne deportato, insieme a numerosi sacerdoti polacchi, nel campo di concentramento di Sachsenhausen.
Nel dicembre del 1940 fu infine trasferito nel campo di concentramento di Dachau, dove ricevette il numero di matricola 22760.
A Dachau Ladislao dovette affrontare la fame, il lavoro forzato, le violenze e le umiliazioni imposte ai prigionieri.
Nonostante le condizioni estremamente dure, i suoi compagni di prigionia lo ricordarono come un sacerdote silenzioso, generoso e disposto ad aiutare gli altri. Anche quando era ormai debilitato dalla fame e dalle sofferenze, cercava di assistere i prigionieri più deboli e di incoraggiarli.
Più volte condivise con altri internati la propria razione di pane. Parlava inoltre della morte come di un incontro con Cristo e cercava di sostenere coloro che avevano perso la speranza, richiamandoli alla misericordia di Dio.
Le privazioni e i maltrattamenti subiti nel campo compromiserò progressivamente la sua salute.
Il 20 agosto 1942, all'età di appena 31 anni, il Beato Ladislao Maczkowski morì nel campo di concentramento di Dachau, a causa dello sfinimento, della fame e delle conseguenze delle violenze subite durante la prigionia.
Il suo corpo venne cremato nel crematorio del campo.
Ladislao Maczkowski fu incluso nel gruppo dei 108 martiri polacchi della Seconda guerra mondiale, vittime delle persecuzioni naziste.
Il 13 giugno 1999, durante una celebrazione a Varsavia, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme agli altri 107 martiri del gruppo.
Il Beato Ladislao Maczkowski è venerato dalla Chiesa cattolica come sacerdote e martire. La sua memoria liturgica ricorre il 20 agosto.