All'inizio del XIX secolo, la famiglia Ozanam era da tempo cristiana e vantava origini legate a Samuele Hosannam, un ebreo convertito al cristianesimo. Antonio Federico Ozanam nacque a Milano il 23 aprile 1813, quarto dei quattordici figli di Giovanni Antonio e Maria Nantas. Nel 1816, dopo la caduta dell'Impero napoleonico, la famiglia si trasferì a Lione, dove Federico ricevette la sua formazione.
A quindici anni attraversò una grave crisi religiosa, provocata dagli studi filosofici. Fu però guidato dall'abate Noirot, suo professore e mentore, che lo aiutò a rafforzare la fede e a maturare la convinzione che il fine della sua vita fosse il «servizio della verità».
Nel 1831 si trasferì a Parigi per studiare diritto, ma scoprì presto che il suo vero interesse era la letteratura e, soprattutto, la storia della letteratura. Frequentò importanti intellettuali cattolici e liberali, tra cui Lamennais, Lacordaire e Montalembert, approfondendo le proprie idee sulla libertà, sulla storia e sul rapporto tra fede e società.
Fondamentale fu l'incontro con Emmanuel Bailly, che lo coinvolse in un gruppo di giovani impegnati nel rinnovamento religioso della Francia. Da queste esperienze nacque l'idea di unire la fede all'azione concreta a favore dei poveri.
Federico è considerato uno dei principali promotori della Società di San Vincenzo de' Paoli, anche se fu soprattutto collaboratore di Bailly. La prima conferenza di carità si svolse il 23 aprile 1833 e la società venne ufficialmente istituita nel 1835. I membri seguivano il metodo delle visite alle famiglie povere, ispirato a San Vincenzo de' Paoli, e ricevettero un prezioso aiuto da suor Rosalia Rendu, conosciuta a Parigi come «la madre dei poveri».
Nel 1836, dopo la morte del padre, Federico decise di dedicarsi agli studi e alla difesa della fede attraverso la cultura. Nel 1839 conseguì il dottorato in lettere con una tesi sulla filosofia di Dante. Nel 1840 gli fu offerta una cattedra alla Sorbona e si trasferì definitivamente a Parigi.
Nel giugno 1841 sposò Amalia Soulacroix, dalla quale ebbe una figlia, Maria. Il matrimonio fu molto felice e il sostegno della moglie fu fondamentale per permettergli di dedicarsi agli studi, all'insegnamento e alle opere di carità. Nel 1844 ottenne la cattedra di letteratura straniera alla Sorbona e continuò a seguire gli studenti e a visitare regolarmente i poveri.
Federico fu anche un prolifico scrittore. Conosceva numerose lingue e studiò la letteratura mettendola costantemente in rapporto con la storia del cristianesimo. Scrisse opere sulla civiltà cristiana, sui francescani italiani, su Dante e sulla filosofia cattolica, oltre a numerosi altri studi.
Nel 1848 partecipò attivamente alla vita politica, sostenendo l'idea di una società democratica ispirata ai valori cristiani. Insieme a Lacordaire fondò nel 1851 il giornale L'Ère Nouvelle, attraverso il quale espresse le proprie idee di carattere sociale e cristiano.
La sua salute, tuttavia, era fragile e nel 1850 sapeva già che la malattia da cui era affetto era incurabile. Nel 1853 si recò in Italia e durante il viaggio di ritorno ebbe un grave collasso a Marsiglia. Morì l'8 settembre 1853, a soli quarant'anni, circondato dalla famiglia e dai membri della Società di San Vincenzo de' Paoli.
Il suo corpo fu trasportato a Parigi e sepolto nella cripta della chiesa carmelitana presso l'Istituto Cattolico.
Federico Ozanam è stato beatificato il 22 agosto 1997 nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi da papa Giovanni Paolo II, che lo indicò come modello per i laici nella Chiesa, ricordandone la fede, l'impegno culturale e la carità verso i poveri.
Nonostante la sua vita fosse durata appena quarant'anni, la Società di San Vincenzo de' Paoli si era già diffusa in tutta la Francia e aveva iniziato a espandersi all'estero. Oggi è presente in numerosi Paesi del mondo e conta circa un milione di membri.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Marsiglia in Francia, transito del beato Federico Ozanam, che, uomo di insigne cultura e pietà, difese e propagò con la sua alta dottrina le verità della fede, mise la sua assidua carità a servizio dei poveri nella Società di San Vincenzo de’ Paoli e, padre esemplare, fece della sua famiglia una vera chiesa domestica.