Il Beato Fedele Fuidio Rodríguez nacque il 24 aprile 1880 a Yécora, nella provincia di Álava, nei Paesi Baschi, in Spagna. Era l'ultimo di sette figli. Pochi mesi dopo la sua nascita, la famiglia si trasferì a Vitoria, dove i genitori avviarono un'attività commerciale. A Vitoria Fedele frequentò la parrocchia e svolse il servizio di chierichetto, ricevendo la prima formazione presso l'Accademia Apollinare.
Fin dalla giovinezza manifestò il desiderio di entrare nel collegio-convitto della Società di Maria, i Marianisti, presente a Vitoria. Le condizioni economiche della famiglia non permettevano di sostenere integralmente la retta, ma Fedele fu ammesso tra i postulanti a condizioni agevolate. Dopo il primo periodo di formazione a Vitoria, proseguì il postulato a Pontacq, in Francia, dove rimase fino al 1896.
Il 26 agosto 1896 fu ammesso al noviziato marianista di Vitoria e l'anno seguente, l'8 settembre 1897, emise i primi voti nella Società di Maria. Terminata la formazione e conseguito il baccellierato, iniziò la sua attività nel campo dell'educazione, dedicandosi per molti anni all'insegnamento nei collegi marianisti.
Fedele insegnò latino e storia in diversi istituti della Società di Maria, tra cui quelli di Jerez de la Frontera, Cadice e Madrid. Dal 1910 al 1933 fu docente presso il Colegio Nuestra Señora del Pilar di Madrid. Nel suo lavoro educativo cercava non soltanto di trasmettere conoscenze, ma anche di formare i giovani dal punto di vista umano e cristiano.
Accanto all'insegnamento sviluppò una particolare passione per la storia e l'archeologia. Coinvolgeva anche i propri studenti nelle escursioni e nelle ricerche sul territorio, trasformando l'osservazione dei reperti e dei luoghi antichi in uno strumento di formazione. Durante gli anni trascorsi a Madrid approfondì gli studi universitari di storia e conseguì il dottorato in Scienze storiche.
Fedele Fuidio collaborò con importanti studiosi dell'epoca, tra cui l'archeologo Hugo Obermaier, e partecipò a diverse attività di ricerca archeologica nell'area di Madrid. Nel 1927 fu coinvolto nello studio della villa romana di Villaverde Bajo, scoperta proprio in quegli anni. Le sue ricerche contribuirono alla conoscenza della storia antica della regione.
Il risultato più importante della sua attività scientifica fu la pubblicazione, nel 1934, dell'opera Carpetania romana, dedicata alla storia romana dell'antica Carpetania. Il suo interesse per l'archeologia non rimase quindi soltanto un'attività personale, ma diede origine a un'opera di carattere scientifico che ancora oggi testimonia il suo impegno nello studio della storia della Spagna antica.
Nel 1933 i superiori della Società di Maria lo trasferirono da Madrid a Ciudad Real. Qui continuò la sua attività educativa presso il collegio marianista e svolse anche attività di insegnamento in una scuola statale. Nel nuovo ambiente continuò inoltre a interessarsi alla ricerca storica e archeologica, dedicandosi anche allo studio del giacimento paleontologico di Las Higueruelas, presso Alcolea de Calatrava.
Nel 1936 la situazione politica e religiosa della Spagna precipitò con lo scoppio della Guerra civile. La persecuzione contro la Chiesa cattolica si diffuse in numerose zone del Paese. Nel mese di luglio il collegio marianista di Ciudad Real venne requisito e la comunità religiosa fu dispersa. Fedele lasciò il collegio e trovò temporaneamente alloggio in una locanda.
Nell'agosto 1936 fu arrestato durante una perquisizione. Secondo le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione, fu riconosciuto come religioso anche per il crocifisso che portava al collo e venne condotto nella prigione provvisoria allestita presso il Governatorato civile di Ciudad Real. Rimase detenuto per diverse settimane, continuando a vivere la propria fede nonostante la difficile situazione.
Durante la prigionia Fedele cercò di mantenere un atteggiamento sereno e di incoraggiare gli altri detenuti. La sua lunga esperienza di educatore e religioso si tradusse anche in quei momenti nella capacità di sostenere spiritualmente le persone che si trovavano insieme a lui.
Il 15 ottobre 1936 fu formalmente dichiarato innocente e ne venne ordinata la liberazione. Tuttavia, non fu realmente lasciato libero e venne trasferito alla Casa del Pueblo. Nella notte tra il 16 e il 17 ottobre fu prelevato insieme ad altri prigionieri e condotto verso Carrión de Calatrava, località nei pressi di Ciudad Real.
Il 17 ottobre 1936 Fedele Fuidio Rodríguez venne fucilato a Carrión de Calatrava. Aveva cinquantasei anni. Il Martirologio Romano lo ricorda come religioso della Società di Maria e martire, ucciso durante la persecuzione contro la fede. La sua morte viene pertanto riconosciuta dalla Chiesa come martirio cristiano.
La causa di beatificazione di Fedele Fuidio fu avviata insieme a quella dei confratelli Carlos Eraña Guruceta e Jesús Hita Miranda, anch'essi religiosi marianisti uccisi durante la persecuzione religiosa del 1936. Il processo diocesano iniziò a Ciudad Real nel 1962 e successivamente la causa venne esaminata dalle autorità ecclesiastiche competenti.
Il 6 luglio 1993 fu promulgato il decreto con cui la Chiesa riconobbe ufficialmente il martirio di Fedele Fuidio e dei suoi due confratelli. Il riconoscimento aprì la strada alla beatificazione, che avvenne il 1º ottobre 1995 a Roma per opera di Papa Giovanni Paolo II. In quella celebrazione Fedele fu proclamato beato insieme a Carlos Eraña Guruceta e Jesús Hita Miranda.
Il Beato Fedele Fuidio Rodríguez è venerato come religioso marianista e martire. La sua vita fu caratterizzata dall'insegnamento, dalla formazione cristiana dei giovani e dalla passione per la storia e l'archeologia. La sua esistenza si concluse durante la persecuzione religiosa della Guerra civile spagnola, quando rimase fedele alla propria vocazione religiosa fino alla morte. Il Martirologio Romano ne celebra la memoria il 17 ottobre.