Il Beato Faustino Oteiza Segura nacque il 14 febbraio 1890 ad Ayegui, in Navarra, Spagna. Figlio di Isidoro Oteiza e Angela Segura, ricevette in famiglia una profonda educazione cristiana. Fin da giovane frequentò il collegio degli Scolopi a Estella e maturò la vocazione alla vita religiosa e all'insegnamento.
A soli quindici anni, il 9 novembre 1905, entrò nel noviziato dell'Ordine dei Chierici regolari delle Scuole Pie, fondato da san Giuseppe Calasanzio. La sua formazione religiosa e intellettuale si svolse principalmente a Peralta de la Sal, luogo particolarmente importante per la tradizione scolopica perché legato alla nascita del fondatore dell'Ordine.
Il giovane Faustino emise i voti semplici il 15 agosto 1907 e quelli solenni il 15 luglio 1912. Concluso il percorso di formazione, venne ordinato sacerdote il 14 settembre 1913 a Terrassa.
Fin dall'inizio della sua vita sacerdotale fu particolarmente impegnato nel campo dell'educazione cristiana. Gli Scolopi avevano infatti come missione caratteristica l'istruzione e la formazione dei bambini e dei giovani, secondo il carisma di san Giuseppe Calasanzio.
Padre Faustino esercitò il ministero di maestro elementare e di formatore dei novizi. Per diversi anni insegnò nella scuola scolopica di Peralta de la Sal, contribuendo alla formazione umana, culturale e spirituale di numerosi giovani.
Dal 1926 al 1931 ricoprì nuovamente l'incarico di Maestro dei Novizi. In questo delicato servizio si dedicò con particolare attenzione alla formazione dei giovani religiosi che si preparavano a entrare nell'Ordine.
Le sue qualità umane e spirituali gli permisero di lasciare un ricordo profondo nei suoi allievi. Le testimonianze lo descrivono come un sacerdote dotato di grande affabilità, spirito di pietà e fervore sacerdotale.
A causa delle sue condizioni di salute dovette successivamente rinunciare all'incarico di Maestro dei Novizi, ma continuò a collaborare con il suo successore, padre Manuel Segura, anch'egli destinato al martirio durante la persecuzione religiosa in Spagna.
La vita spirituale di padre Faustino era profondamente incentrata sull'amore per Gesù Cristo, sull'Eucaristia e sulla devozione alla Vergine Maria.
Una particolare caratteristica della sua spiritualità era l'impegno quotidiano nel compiere piccole opere buone in onore della Madonna. Nel suo diario spirituale scrisse: «Ama e fa amare Maria».
La devozione eucaristica occupava inoltre un posto centrale nella sua vita sacerdotale. Per lui la celebrazione e l'adorazione dell'Eucaristia rappresentavano il cuore del rapporto personale con Cristo e la sorgente della forza necessaria per affrontare le difficoltà della vita.
Negli anni Trenta la situazione politica e religiosa della Spagna divenne sempre più difficile. Le tensioni sociali e politiche sfociarono nella Guerra civile spagnola, iniziata nel luglio 1936, accompagnata in diverse zone del Paese da una violenta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e fedeli cattolici.
La comunità scolopica di Peralta de la Sal fu particolarmente colpita. I religiosi vennero arrestati e costretti ad abbandonare la loro casa religiosa.
Padre Faustino, consapevole del pericolo, non nascose ai propri familiari la possibilità di essere chiamato a dare la vita per Cristo. Già negli anni precedenti aveva infatti manifestato il presentimento di poter affrontare il martirio.
Il 23 luglio 1936 l'intera comunità religiosa fu arrestata. Padre Faustino divenne in quei giorni una sorta di cronista della persecuzione: attraverso alcune lettere indirizzate al Padre Provinciale raccontò le vicende della comunità e la sorte dei confratelli.
In una delle sue lettere, consapevole che molti sacerdoti e religiosi erano già stati uccisi, scrisse con grande serenità:
«Nel raggio di molti chilometri, io sono l'unico sacerdote rimasto in vita finora. Se il Signore mi chiama sono pronto, questa sarà la mia sorte».
Queste parole testimoniano la sua profonda disposizione ad accettare la volontà di Dio e la sua consapevolezza del rischio che stava correndo.
Padre Faustino rimase insieme al fratello scolopio Fiorentino Felipe Naya, religioso laico più anziano di lui. Entrambi erano gli ultimi membri della comunità di Peralta de la Sal ancora in vita, dopo che altri confratelli erano già stati uccisi nei giorni precedenti.
Nel pomeriggio del 9 agosto 1936, Faustino Oteiza e Fiorentino Felipe furono condotti lungo la strada che da Peralta de la Sal conduce ad Azanuy.
Qui furono fucilati in odio alla fede. Padre Faustino affrontò la morte con la serenità che aveva manifestato nelle sue lettere, offrendo la propria vita a Cristo.
Il martirio del sacerdote e del suo confratello avvenne nel contesto della persecuzione religiosa che colpì numerosi sacerdoti e religiosi durante la guerra civile spagnola. La Chiesa riconobbe in essi autentici testimoni della fede e del sacrificio cristiano.
Faustino Oteiza appartiene al gruppo dei tredici martiri scolopi guidati simbolicamente dal padre Dionisio Pamplona. I religiosi furono uccisi in luoghi e momenti diversi durante la persecuzione del 1936.
Tra i compagni di martirio figurano, oltre a Faustino Oteiza e Fiorentino Felipe, Manuel Segura, David Carlos, Enrico Canadell, Mattia Cardona, Francesco Carceller, Ignazio Casanovas, Carlo Navarro, Giuseppe Ferrer, Giovanni Agramunt e Alfredo Parte, insieme a padre Dionisio Pamplona.
La loro testimonianza è particolarmente legata al carisma educativo degli Scolopi: uomini consacrati alla formazione dei giovani che, durante la persecuzione, rimasero fedeli alla propria vocazione e alla Chiesa fino al sacrificio della vita. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
La causa di beatificazione riconobbe il carattere martiriale della loro morte. Il 1º ottobre 1995, a Roma, san Giovanni Paolo II proclamò Beati padre Dionisio Pamplona e i suoi dodici compagni martiri scolopi.
Nella celebrazione, il Pontefice presentò questi religiosi come esempi di fedeltà radicale alla propria vocazione e di generosa dedizione al prossimo. La loro beatificazione fu particolarmente significativa per tutta la Famiglia Calasanziana e per l'Ordine degli Scolopi. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
La figura del Beato Faustino Oteiza è strettamente legata alla missione educativa degli Scolopi. Per tutta la sua vita cercò di unire fede, educazione e servizio, dedicandosi soprattutto alla formazione dei bambini, dei giovani e dei futuri religiosi.
Il martirio rappresentò il compimento della sua vocazione. Dopo aver trascorso la vita insegnando ai giovani la fedeltà a Cristo, egli stesso diede testimonianza della propria fede nel momento della persecuzione.
La sua vita mostra quindi la continuità tra l'attività educativa svolta durante gli anni di ministero e il sacrificio finale: insegnare Cristo con le parole e testimoniarlo con la propria vita.
Il Beato Faustino Oteiza Segura è ricordato insieme al Beato Fiorentino Felipe Naya il 9 agosto, giorno del loro martirio.
È venerato in particolare dall'Ordine degli Scolopi e dalla Famiglia Calasanziana, che vede nei martiri del 1936 un modello di fedeltà alla vocazione religiosa, di amore per la Chiesa e di coraggio di fronte alla persecuzione.
La memoria del Beato Faustino Oteiza rimane inoltre profondamente legata a Peralta de la Sal, luogo nel quale svolse per molti anni il suo ministero educativo e la formazione dei novizi e dove maturò quella spiritualità che lo avrebbe preparato ad affrontare serenamente il martirio.