Il Beato Aurelio Maria (Benvenuto) Villalón Acebrón fu un religioso spagnolo dei Fratelli delle Scuole Cristiane di La Salle e martire della persecuzione religiosa durante la Guerra civile spagnola. Nacque a Zafra de Záncara, nella provincia di Cuenca, il 22 marzo 1890 e morì martire ad Almería il 13 settembre 1936. Fu beatificato da San Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1993 insieme ai Martiri di Almería.
Al battesimo ricevette il nome di Benvenuto Villalón Acebrón. Proveniva da una famiglia di agricoltori e rimase orfano di padre quando aveva appena otto anni; due anni dopo perse anche la madre. Fu quindi affidato alle cure del fratello maggiore Eustacio, che lo ricordò come un ragazzo obbediente, mite e profondamente religioso.
Ancora adolescente maturò, insieme al fratello Jesús, la vocazione alla vita religiosa. Il 15 maggio 1903 entrò nell'istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Bugedo, nella provincia di Burgos, iniziando il cammino nella famiglia religiosa fondata da San Giovanni Battista de La Salle.
Il 19 giugno 1906 iniziò il noviziato e il 22 agosto dello stesso anno ricevette l'abito religioso e il nome di Fratello Aurelio Maria. Terminata la formazione, iniziò la sua attività educativa nel 1908.
Il suo apostolato fu rivolto soprattutto all'educazione cristiana dei giovani. Insegnò in diverse comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane, tra cui Lorca, Gijón, Avilés e Madrid. A Gijón si impegnò nella fondazione di un'Accademia e di un Centro Pedagogico, dimostrando particolare interesse per la formazione degli educatori.
Nel 1918 emise la professione religiosa perpetua a Madrid. Dopo aver trascorso diversi anni nel collegio Maravillas della capitale, nel 1927 fu destinato al collegio Nuestra Señora del Carmen di Melilla, dove ricoprì anche l'incarico di vicedirettore.
Successivamente fu nominato direttore del collegio San Miguel di Cadice. Le testimonianze lo descrivono come un religioso semplice, allegro, generoso, responsabile e fedele ai voti e alla disciplina dell'Istituto.
Nel 1933 Aurelio Maria fu nominato direttore del collegio San José di Almería. Qui continuò la sua missione educativa dedicandosi alla formazione cristiana dei bambini e dei giovani.
Il suo ministero si svolgeva in un contesto sociale e politico sempre più difficile. La situazione sarebbe precipitata nel 1936 con lo scoppio della Guerra civile e l'inizio della persecuzione contro la Chiesa cattolica in numerose zone della Spagna.
Un episodio della sua vita viene ricordato come particolarmente significativo. Dopo aver appreso il martirio dei Fratelli di Turón, uccisi nel 1934, Aurelio Maria manifestò ai confratelli il desiderio di poter offrire anch'egli la propria vita per la missione educativa cristiana.
Secondo la testimonianza tramandata, esortò i suoi confratelli a rinnovare il fervore nella loro missione di educatori religiosi, considerando il martirio una grazia e un onore al servizio della fede.
Con l'inizio della guerra civile, la comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane di Almería fu colpita dalla persecuzione. I religiosi furono arrestati e imprigionati a causa della loro appartenenza alla Chiesa e alla vita consacrata.
Aurelio Maria e i suoi confratelli furono incarcerati il 22 luglio 1936. La prigionia fu accompagnata da insulti, minacce e maltrattamenti. La documentazione della Santa Sede ricorda che i martiri di Almería sopportarono con pazienza le vessazioni prima di essere uccisi durante la notte.
Aurelio Maria apparteneva al gruppo dei sette Fratelli delle Scuole Cristiane martiri di Almería, associati nella stessa causa di beatificazione ai vescovi Diego Ventaja Milán, vescovo di Almería, e Manuel Medina Olmos, vescovo di Guadix.
Gli altri Fratelli erano José Cecilio, Edmigio, Amalio, Valerio Bernardo, Teodomiro Joaquín ed Evencio Ricardo. Furono uccisi in momenti diversi tra agosto e settembre 1936.
Dopo diverse settimane di prigionia, Aurelio Maria fu ucciso nella notte tra il 12 e il 13 settembre 1936. Aveva 46 anni. Il Martirologio Romano colloca il suo martirio ad Almería e lo ricorda come Fratello delle Scuole Cristiane e martire, ucciso in odio alla Chiesa.
Secondo le testimonianze della tradizione lasalliana, fu ucciso con un colpo di arma da fuoco alla nuca. I corpi dei martiri furono successivamente cosparsi di benzina e bruciati; i resti furono poi raccolti e sepolti nella cappella di San Ildefonso della Cattedrale di Almería.
La causa di Aurelio Maria fu unita a quella dei due vescovi e degli altri sei Fratelli delle Scuole Cristiane uccisi ad Almería. Il gruppo dei Martiri di Almería fu beatificato da San Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1993.
La Santa Sede presenta Aurelio Maria tra i testimoni della persecuzione religiosa spagnola del 1936 e ne riconosce il martirio come conseguenza dell'odio verso la fede e la Chiesa.