Il Beato Antonio Beszta-Borowski nacque il 9 novembre 1880 a Borowskie Gziki, in Polonia, in una famiglia profondamente cristiana. Fin da giovane maturò il desiderio di consacrare la propria vita al servizio di Dio e della Chiesa, distinguendosi per la pietà, lo spirito di sacrificio e l'amore verso il prossimo.
Dopo gli studi nel seminario di Vilnius, fu ordinato sacerdote nel 1904. Nei primi anni di ministero svolse con dedizione il servizio pastorale in diverse parrocchie, dedicandosi alla predicazione, alla catechesi e alla formazione dei giovani. Era particolarmente attento ai poveri, agli ammalati e alle famiglie in difficoltà, conquistando la stima e l'affetto dei fedeli.
Nel 1921 venne nominato parroco della parrocchia di San Giovanni Battista a Bielsk Podlaski, dove esercitò il ministero per quasi vent'anni. Si impegnò nella crescita spirituale della comunità, promuovendo le opere di carità, il rinnovamento della vita parrocchiale e l'educazione cristiana dei ragazzi.
Con l'invasione della Polonia nel 1939 e l'occupazione nazista, continuò a svolgere il proprio ministero senza lasciarsi intimidire dalle persecuzioni. Pur consapevole dei pericoli, rimase accanto ai suoi parrocchiani, offrendo sostegno spirituale e materiale a chiunque ne avesse bisogno.
Il 15 luglio 1943 fu arrestato dalle autorità tedesche insieme ad altri sacerdoti e civili. Pochi giorni dopo, il 15 luglio 1943, venne fucilato nella foresta di Piliki, nei pressi di Bielsk Podlaski, offrendo la propria vita in fedeltà a Cristo e al servizio del suo popolo.
Il 13 giugno 1999 Papa San Giovanni Paolo II lo proclamò beato a Varsavia insieme ad altri 107 martiri polacchi della Seconda guerra mondiale, riconoscendo il loro eroico sacrificio durante la persecuzione nazista.