Il Beato Agostino Novello, sacerdote dell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino, fu una delle figure più illustri della spiritualità agostiniana del Medioevo. Nacque intorno al 1240; il luogo di nascita è incerto e diverse città, tra cui Tarano nel Lazio e Termini Imerese in Sicilia, ne hanno rivendicato i natali. Al battesimo ricevette probabilmente il nome di Matteo.
Appartenente a una famiglia nobile e benestante, compì brillanti studi di diritto civile e canonico presso l'Università di Bologna, dove divenne anche docente. Grazie alla sua vasta preparazione giuridica, entrò al servizio del re Manfredi di Sicilia, ricoprendo importanti incarichi nella cancelleria del Regno.
Nel 1266 partecipò alla battaglia di Benevento, nella quale Manfredi trovò la morte. Matteo rimase gravemente ferito e fu creduto morto sul campo. Sopravvissuto a quell'esperienza drammatica, comprese la fragilità delle glorie terrene e decise di abbandonare la carriera politica e mondana per consacrarsi interamente a Dio.
Entrò così nell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino come semplice fratello laico, assumendo il nome di Agostino. Per umiltà nascose la propria cultura e il suo prestigioso passato, dedicandosi ai lavori più umili e alla preghiera. La sua identità fu scoperta quando difese con grande competenza i diritti di un convento agostiniano in una causa legale.
Riconosciuto per la sua santità e la sua sapienza, fu ordinato sacerdote e chiamato a Roma. Papa Niccolò IV lo nominò Penitenziere Apostolico, affidandogli il delicato compito di ascoltare confessioni e concedere assoluzioni per casi particolarmente gravi. Nel 1298 fu eletto Priore Generale dell'Ordine Agostiniano.
Pur ricoprendo incarichi di grande responsabilità, Agostino mantenne sempre uno stile di vita austero, umile e penitente. Nel 1300, desideroso di ritirarsi nuovamente alla contemplazione, rinunciò al governo dell'Ordine e si stabilì nell'eremo di San Leonardo al Lago, presso Siena.
Negli ultimi anni si dedicò intensamente alla preghiera, alla predicazione e alle opere di carità. Collaborò anche con l'ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, per il quale redasse importanti norme di organizzazione e assistenza ai malati.
Morì il 19 maggio 1309, circondato da una grande fama di santità. La devozione verso di lui si diffuse rapidamente e numerosi miracoli furono attribuiti alla sua intercessione. La Chiesa ne approvò ufficialmente il culto nel 1759 sotto il pontificato di Papa Clemente XIII. La sua memoria liturgica si celebra il 19 maggio.
Nell'iconografia è spesso rappresentato con un libro in mano e con un piccolo angelo che gli sussurra all'orecchio, simbolo della divina ispirazione che guidò tutta la sua vita. La celebre tavola dipinta da Simone Martini contribuì a diffondere il suo culto e la sua immagine in tutta Italia.