Beata Anna Maria Javouhey

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Beata Anna Maria Javouhey
Nome: Beata Anna Maria Javouhey
Titolo: Fondatrice
Nome di battesimo: Anne-Marie Javouhey
Nascita: 1779, Jallongers, Francia
Morte: 1851, Parigi, Francia
Ricorrenza: 15 luglio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
15 ottobre 1950, Roma, papa Pio XII


Anna Maria Javouhey nacque nel 1779 a Jallanges, in Borgogna, quinta di dieci figli di un agricoltore benestante, Baldassare, e di Claudine Marizot. Fu una bambina piena di forza e sembra abbia dominato i suoi fratelli e sorelle, obbligandoli a seguire una regola, a osservare il silenzio e recitare le Ore. Nel 1792, quando i rivoluzionari anticlericali erano particolarmente attivi in Borgogna, salvò la gente che si trovava in una cappella che era stata incendiata, avvertì i sacerdoti delle spie che operavano nel vicinato, e fermò la folla che veniva a cercarli. Insegnò catechismo ai bambini del luogo e li preparò alla santa comunione, che erano costretti a ricevere in segreto in uno dei granai del padre. Questa prima esperienza la spinse a dedicare la vita all'istruzione dei poveri. Nel 1798 fece un voto privato di verginità, e non appena fu concesso agli ordini religiosi di riprendere la loro attività ín Francia, entrò nelle Sorelle della Carità, fondate da Giovanna Antida Thouret, di BesanQon. Il convento era stato scelto dai suoi genitori, ma Anna Maria si accorse che non faceva per lei, e l'abbandonò la sera prima del giorno in cui avrebbe dovuto prendere i voti.

Istituì una piccola scuola per ragazze in una casa acquistata da suo padre, che però non ebbe successo, poiché alla comunità locale non sembrava importante l'istruzione delle figlie. Ritentò con la sua vocazione, questa volta presso i trappisti a La ValSainte in Svizzera, ma trovò che lo stile di vita non era consono al suo carattere pratico, perciò se ne andò di nuovo prima di prendere i voti. In questo periodo d'incertezza sul suo futuro, fu turbata da una visione (o forse fu solo un sogno, o la sua immaginazione, come si chiese lei stessa) che aveva avuto per la prima volta a BesanQon: c'era una folla di poveri, malati, e bambini che piangevano e in modo particolare un folto gruppo di uomini, donne e bambine di colore, che la chiamavano tutti insieme "Cara Madre".

Con tre sue sorelle fondò un'altra scuola, questa volta a Chamblanc, ma furono ridotte quasi alla fame poiché ricevevano pochissimi aiuti; poi, nel 1805, furono ricevute da papa Pio VII, che si era fermato nella vicina Chalon, mentre tornava dall'incoronazione di Napoleone a Parigi, e ottennero la sua benedizione. Il papa disse ad Anna Maria di perseverare nella sua vocazione, e quest'ultima, incoraggiata da quest'incontro, si recò a far visita al sindaco di Chalon, che le permise di utilizzare gli edifici che erano appartenuti al seminario, mentre il consiglio cittadino decise di garantirle una donazione annuale. Per un breve periodo, suo fratello e un collega gestirono una scuola per otto ragazzi, mentre Anna Maria e otto sorelle avevano istituito una scuola per centoventitré ragazze, di cui trentaquattro erano educande. Ottennero il permesso dalle autorità civili di «formare un'associazione religiosa nella diocesi di Autun, chiamata con il nome di S. Giuseppe, per preparare i bambini di entrambi i sessi al lavoro, a una buona moralità e virtù cristiana». Nel maggio 1807 Anna Maria, le sue sorelle, e altre cinque donne ricevettero il loro abito blu e nero dal vescovo di Chalon.

Anna Maria era un'organizzatrice molto abile, e tempo prima aveva aperto dei laboratori, un ospizio per i poveri, un'altra scuola per ragazzi, un seminario preparatorio, e nuove case in altre diocesi. Questa espansione esaurì le risorse finanziarie della congregazione e solo l'intervento di papà Baldassare la salvò dalla bancarotta: pagò i debiti e nel 1812 acquistò un ex convento francescano a Cluny per farne la casa madre (da cui deriva il nome di Congregazione delle suore di S. Giuseppe di Cluny). Trascorsi due anni, Anna Maria aprì' una scuola a Parigi e cominciò a usare il sistema inglese "lancasteriano", secondo cui l'insegnante insegnava a un gruppo di ragazzi che a sua volta impartiva le lezioni al resto dei bambini.

Per questo fatto fu molto criticata, principalmente, sembra, perché il metodo era inglese e perché il pioniere era stato un quacchero; a lei sembrò un modo pratico per fronteggiare la mancanza di insegnanti. Le autorità parigine la sostennero, e il ministro degli Interni la presentò al vicegovernatore dell'isola di Réunion, colonia francese, che vide nel suo lavoro il potenziale per sviluppare un sistema d'istruzione per le colonie, e in modo particolare per le popolazioni schiave appena emancipate.

Quattro suore partirono per Réunion all'inizio del 1817, e fondarono una scuola sull'isola; quando furono raggiunte da altre quattro suore, furono in grado di aprirne un'altra, e la notizia del loro successo persuase le autorità a chiedere loro di lavorare in Senegal. Rosalia, sorella di Anna Maria, guidò il gruppo, e suo fratello Pietro le scortò. Gradualmente Anna Maria giunse alla conclusione che la congregazione avrebbe dovuto concentrarsi su quest'attività missionaria, che sembrava in sintonia con la sua precedente visione o sogno, e perciò formò gruppi di suore che lavorassero a Réunion, Senegal, Guadalupe e Guyana; nel 1822 lei stessa si recò in Senegal, ottenne alcuni terreni e costruì una fattoria, acquistando alcune mucche e insegnando ai senegalesi a coltivare mais, riso e fagioli. Per richiesta del governatore britannico di Sierra Leone e Gambia, si recò a lavorare anche in quei paesi, aiutando in particolare a gestire gli ospedali.

Ripetute malattie la costrinsero a tornare in Francia, dove dovette affrontare una protesta della comunità di Réunion, che chiedeva di poter scegliere il proprio superiore e distaccarsi dalla congregazione, azione che diede come risultato una disputa amara e lunghissima, durante cui il superiore dei dissidenti ottenne l'approvazione del papa per un certo periodo, e dichiarò tutte le altre case della congregazione irregolari. Seguirono appelli e contro appelli finché la questione non si risolse, alla fine, a favore di Anna Maria, per merito dell'arcivescovo di Parigi. Nel frattempo, nel 1828 erano state aperte otto nuove case in Francia, e le colonie missionarie in Martinica, Saint-Pierre e Miquelon, e India. Anna Maria concentrò le proprie forze in Guyana, imbarcandosi in una spedizione formata da quaranta suore, dodici assistenti laici, un dottore, un cappellano, e suo fratello Pietro, per colonizzare e cristianizzare il distretto di Mana per richiesta del governo francese, che temeva che l'alto numero di schiavi liberti avrebbe causato dei problemi. Anna Maria organizzò ed eseguì il lavoro a dispetto della crescente ostilità da parte dei colonizzatori francesi.

La crescita della congregazione in quegli anni è stupefacente e fu dovuta all'energia e alla determinazione di Anna Maria, che aveva una chiara visione degli elementi essenziali di ogni nuovo progetto, una mente libera dai pregiudizi del tempo, e una fede semplice e umile nella provvidenza di Dio. Allo stesso tempo, qualcuno scoprì che la sua determinazione avrebbe potuto diventare ostinazione inflessibile, perciò si creò dei nemici, specialmente tra alcuni dei colonizzatori francesi, che pensavano fosse eccessivo istruire gli ex schiavi.

Non sempre ascoltò consigli più saggi, ma insistette, per esempio, nel mandare alcuni giovani della Guyana nei seminari francesi, a studiare per il sacerdozio ma come le era stato obbiettato, la distanza culturale era troppo grande per la maggior parte di loro, e tra coloro che furono ordinati sacerdoti, soltanto uno tornò in Guyana. Anna Maria, in quest'ambito, precorse i tempi, e si potrebbe sostenere che la maturità delle imprese missionarie del .xix secolo, cattoliche e protestanti, si valuti meglio osservando la loro propensione verso l'istituzione di un clero autoctono, anche se la maggior parte non riuscì a soddisfare questo principio.

Le prove cui fu sottoposta Anna Maria aumentarono nel 1830, quando un nuovo vescovo di Autun, che aveva saldi principi sulle congregazioni religiose, credendo che avessero bisogno «della mano di un uomo, e che quella mano fosse la sua» (Martindale), si dichiarò superiore generale della congregazione di Anna Maria, nominò un sacerdote come superiore della colonia, rifiutò di impartirle i sacramenti per due anni, e le scrisse minacciando di scomunicarla, se non avesse obbedito. In quest'occasione Anna Maria scrisse: «La croce si trova ovunque ci siano servi di Dio, e sono felice di farne parte». Nel 1845 il vescovo minacciò anche di chiudere Cluny, e sembra che ciò non sia avvenuto solo grazie ai tentativi del nunzio apostolico.

Alla fine, Anna Maria fu confermata come superiora generale da una commissione formata dall'arcivescovo di Parigi, e ordinò, prima di morire, che tutti i documenti relativi alla disputa con il vescovo fossero distrutti, perciò non esiste nessun racconto di questa lunga lotta nei resoconti della sua vita.

Anna Maria aveva lasciato la Guyana nel 1843 per supervisionare l'attività della congregazione e per progettare nuove fondazioni a Tahiti, in Madagascar, e altrove. Verso la fine della sua vita, decise di recarsi a Roma per ottenere la totale approvazione della congregazione da parte del papa. Ora la congregazione possiede centodiciotto case. Anna Maria morì prima di poter partire, il 15 luglio 1851, fu sepolta nella cappella della congregazione a Senlis, a nord di Parigi, e beatificata nel 1950, mentre la congregazione stava svolgendo la sua attività in trentadue paesi differenti. Nel 1986, aveva tremilaquattrocentosei membri che vivevano in trecentosettantotto case in tutto il mondo. Anna Maria fu una donna di grande fede e di grandi visioni; il modo in cui trattò la popolazione nera della colonie era sorprendentemente avanzato, e la sua capacità amministrativa e il suo coraggio erano elevati, perciò è un'altra testimonianza dello straordinario flusso di spiritualità del tardo xviii e del xix secolo, che fece fiorire un numero così elevato di nuove congregazioni dedite a mettere in pratica il comando che ci ha dato Nostro Signore di amarci l'un l'altro come lui ha amato noi.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Parigi in Francia, beata Anna Maria Javouhey, vergine, che fondò la Congregazione Cluniacense delle Suore di San Giuseppe per la cura dei malati e la formazione cristiana della gioventù femminile, diffondendola nelle terre di missione.

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