Nel cuore antico di Torino, a pochi passi dal Palazzo Reale e da piazza Castello, sorge il Duomo di San Giovanni Battista, la cattedrale della città e uno dei luoghi più significativi della spiritualità italiana. La sua fama è legata soprattutto alla custodia della Sacra Sindone, ma tra le sue mura si conservano anche secoli di arte, storia e la testimonianza luminosa di San Pier Giorgio Frassati.
La costruzione dell’attuale cattedrale iniziò alla fine del Quattrocento, tra il 1491 e il 1498, per volontà del cardinale Domenico della Rovere. Il progetto fu affidato all’architetto toscano Amedeo di Francesco da Settignano, detto Meo del Caprino, che diede alla città uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale ancora presenti a Torino. L’edificio sorse nell’area dove anticamente si trovavano tre chiese paleocristiane dedicate al Salvatore, a Santa Maria e a San Giovanni Battista.
All’esterno il Duomo si presenta con un aspetto sobrio ed elegante. La facciata, rivestita in marmo bianco, è caratterizzata da forme armoniose tipiche del Rinascimento: tre portali introducono alle rispettive navate interne, mentre il portale centrale è sormontato da un timpano triangolare. Accanto alla cattedrale si innalza il campanile, costruito nel XV secolo e successivamente sopraelevato nel Settecento su progetto di Filippo Juvarra. Dietro l’edificio emerge invece la celebre cupola della Cappella della Sindone, capolavoro barocco di Guarino Guarini.
L’interno del Duomo, a croce latina, è suddiviso in tre navate. La navata centrale, ampia e luminosa, conduce lo sguardo verso l’altare maggiore e conserva quell’atmosfera raccolta tipica delle chiese rinascimentali. A differenza di molte cattedrali ricche di decorazioni, il Duomo di Torino colpisce per il suo equilibrio e per la semplicità delle linee, che invitano al silenzio e alla preghiera.
Lungo le navate laterali si aprono numerose cappelle, arricchite nei secoli con dipinti, sculture e opere devozionali. Nella navata destra si trova, tra le altre, la cappella dei Santi Crispino e Crispiniano, che custodisce un prezioso polittico attribuito a Giovanni Martino Spanzotti. Altre cappelle conservano opere legate alla devozione dei santi e alla storia religiosa della città.
La navata sinistra custodisce uno dei luoghi più cari ai fedeli: la tomba di San Pier Giorgio Frassati. Le sue spoglie riposano nella terza cappella laterale, dedicata a San Massimo, primo vescovo di Torino. Giovane appassionato di montagna, vicino ai poveri e profondamente innamorato di Cristo, Pier Giorgio morì nel 1925 a soli 24 anni e venne proclamato beato da San Giovanni Paolo II nel 1990. La sua tomba è oggi meta di preghiera soprattutto per molti giovani, che vedono in lui un esempio di santità vissuta nella gioia della vita quotidiana.
Il cuore spirituale più conosciuto della cattedrale rimane però la Sacra Sindone, il lenzuolo che secondo la tradizione avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione. Per custodire questa preziosa reliquia venne realizzata la straordinaria Cappella della Sindone, posta tra il Duomo e il Palazzo Reale. Guarino Guarini trasformò questo spazio in uno dei capolavori assoluti del Barocco, con una cupola composta da geometrie intrecciate che sembrano innalzarsi verso la luce.
La Cappella della Sindone fu gravemente danneggiata da un incendio nel 1997 e, dopo un lungo restauro, è tornata a essere uno dei simboli artistici della città. La Sindone oggi è conservata in una speciale teca all’interno del Duomo e viene mostrata ai fedeli soltanto in occasione delle ostensioni ufficiali