Beatificazione: 25 aprile 2004, Roma, papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione: 12 maggio 2013, Roma, papa Francesco
Laura di Santa Caterina da Siena Vergine nacque a Jericó il 26 maggio 1874. Adorazione eucaristica, una vita di nascondimento e umiliazioni, amore per le missioni: questo il programma formulato da Laura Montoya Upegui sin da giovane, nata da una famiglia profondamente cristiana. Quando aveva due anni le fu assassinato il padre e la famiglia visse nella povertà. A 16 anni entrò nella "Normale de Instimtoras" di Medellín, per diventare maestra elementare e riuscì negli studi diventando una educatrice di valore, buona scrittrice, donna di profonda spiritualità. Nel 1914, con il favore del vescovo di Santa Fe de Antioquia, fondò la famiglia religiosa delle Missionarie di Maria Immacolata e Santa Caterina da Siena. A un certo punto del suo cammino di educatrice realizzò l'Opera degli indios al servizio degli indigeni dell'America e fondò le "Missionarie catechiste degli indios" partendo con le prime cinque per Dabeiba. Si inserì nella cultura e nella vita poverissima degli indios per promuoverne l'emancipazione umana e sociale, senza curarsi delle incomprensioni, difficoltà, umiliazioni, calunnie. La sua era un'opera missionaria nuova, con donne direttamente impegnate nell'evangelizzazione nell'America Latina. Laura trascorse gli ultimi nove anni su una sedia a rotelle, senza interrompere il suo apostolato, con la parola e con gli scritti. Morì a Medellín il 21 ottobre 1949. Alla sua morte la sua congregazione contava 90 case con 467 religiose. È stata beatificata da Giovanni Paolo II il 25 aprile 2004 e canonizzata il 12 maggio 2013 da Papa Francesco.
MARTIROLOGIO ROMANO. Nel villaggio di Belencito vicino a Medellín in Colombia, beata Laura di Santa Caterina da Siena Montoya y Upeguí, vergine, che si dedicò con grande profitto ad annunciare il Vangelo tra le popolazioni indigene ancora prive della fede in Cristo e fondò la Congregazione delle Suore Missionarie di Maria Immacolata e di Santa Caterina da Siena.
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