Santa Giustina, vergine e martire venerata ad Arzano, è una giovane testimone della fede cristiana appartenente ai primi secoli della Chiesa. Le notizie storicamente documentate sulla sua vita sono scarse e la sua figura è conosciuta soprattutto attraverso la tradizione, che ne conserva il ricordo come esempio di purezza, coraggio e totale fedeltà a Cristo.
Secondo la tradizione, Giustina consacrò la propria verginità al Signore fin dalla giovinezza, scegliendo una vita di preghiera e di dedizione al Vangelo. In un periodo in cui i cristiani erano frequentemente perseguitati dalle autorità dell'Impero Romano, non nascose mai la propria fede, affrontando con serenità le difficoltà e le minacce.
Condotta davanti ai giudici, le venne ordinato di rinnegare Cristo e di offrire sacrifici agli dèi pagani. Giustina rifiutò con fermezza ogni compromesso, dichiarando di voler rimanere fedele al Signore. Per la sua incrollabile professione di fede fu sottoposta a torture e, infine, condannata a morte, ottenendo così la corona del martirio.
La sua testimonianza divenne ben presto motivo di incoraggiamento per le prime comunità cristiane, che continuarono a venerarne la memoria come esempio di fortezza e di amore per Cristo. Nel corso dei secoli il suo culto si diffuse in diverse località, tra cui Arzano, dove è particolarmente onorata e invocata come protettrice dalla comunità dei fedeli.
Ad Arzano la devozione verso Santa Giustina si è tramandata di generazione in generazione attraverso le celebrazioni liturgiche e le manifestazioni popolari, che testimoniano il profondo legame della comunità con la sua patrona e la volontà di custodirne il ricordo.