Santa Celestina è venerata come martire cristiana e patrona di San Marcello Pistoiese, nell'Appennino toscano. Le notizie sulla sua vita derivano principalmente dalla tradizione legata alle sue reliquie, giunte a San Marcello da Roma nel 1731. Secondo la tradizione, Celestina era una giovane matrona romana che visse durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano e che aiutava i cristiani perseguitati.
Secondo la tradizione, Celestina apparteneva a una famiglia romana e, nonostante le persecuzioni, aveva scelto di professare apertamente la fede cristiana. Si dedicava in particolare ad accogliere i cristiani perseguitati e a provvedere alla sepoltura dei martiri uccisi dalle autorità imperiali.
Proprio questa attività avrebbe attirato l'attenzione dei persecutori. Celestina venne quindi arrestata e subì anch'essa il martirio, probabilmente durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano, nel III secolo.
Il corpo attribuito alla giovane martire fu rinvenuto nel cimitero di Santa Ciriaca, una delle antiche catacombe romane. Accanto ai resti venne trovata un'ampolla contenente sangue, elemento che nella tradizione dei corpi santi veniva interpretato come testimonianza del martirio.
Durante la ricomposizione delle ossa, avvenuta nel 1731, fu inoltre osservata una lesione alle vertebre del collo, interpretata come segno di una decapitazione. Gli esperti che esaminarono i resti ritennero che appartenessero a una giovane donna di circa 21 anni, di corporatura robusta e piuttosto alta.
Nel 1731 i padri Leonardo da Porto Maurizio, futuro santo, e Antonio da Bologna ottennero da Papa Clemente XII un corpo santo destinato alla comunità di San Marcello.
Le reliquie di Celestina furono estratte dalla catacomba di Santa Ciriaca e trasportate dapprima a Firenze, dove il corpo venne ricomposto dal chirurgo Desiderio Fabbri. Il 3 settembre giunse a Pistoia, dove fu temporaneamente deposto nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas e successivamente nel convento delle monache di San Mercuriale.
Il giorno seguente iniziò il viaggio verso San Marcello, passando per Cireglio, Maresca e Gavinana. Dopo una sosta nel convento di Santa Caterina, il corpo fu trasferito solennemente nella chiesa parrocchiale la sera del 7 settembre 1731.
L'arrivo delle reliquie suscitò una grande partecipazione popolare. Il corpo della giovane martire venne esposto alla venerazione dei fedeli e Santa Celestina divenne rapidamente una delle figure religiose più importanti della comunità.
La devozione si sviluppò anche attraverso il racconto di grazie e miracoli attribuiti alla sua intercessione. Nel XVIII secolo Domenico Cini raccolse queste testimonianze in una relazione dedicata al santuario delle reliquie conservate nella chiesa di San Marcello.
La festa di Santa Celestina viene celebrata l'8 settembre, giorno nel quale la comunità di San Marcello ricorda solennemente la propria patrona.
Nel corso dei secoli la celebrazione ha subito alcune interruzioni e modifiche, ma la devozione popolare è rimasta profondamente radicata. Ancora oggi la festa rappresenta uno dei momenti più importanti della tradizione religiosa locale.
Una delle manifestazioni più caratteristiche legate alla festa di Santa Celestina è il tradizionale lancio del pallone aerostatico. Si tratta di una grande mongolfiera di carta, realizzata con numerosi spicchi e decorata con colori vivaci, che viene fatta salire in cielo durante le celebrazioni.
Secondo la tradizione popolare, il comportamento del pallone viene osservato come segno augurale per l'anno successivo: il suo volo e l'altezza raggiunta sono stati tradizionalmente associati alla prosperità della comunità e dell'intera montagna pistoiese.
La storia di Santa Celestina deve essere considerata soprattutto alla luce della tradizione delle reliquie dei martiri delle catacombe. Non sono infatti disponibili documenti antichi sufficienti per ricostruire con certezza la sua biografia o per stabilire tutti i particolari del suo martirio.
La tradizione locale la presenta però come una giovane donna coraggiosa, capace di assistere i cristiani perseguitati e di affrontare personalmente la morte senza rinnegare la propria fede.
Il culto della Santa è rimasto strettamente legato alla comunità di San Marcello Pistoiese, che dal XVIII secolo custodisce le sue reliquie. La presenza del corpo santo ha contribuito a trasformare la giovane martire in un punto di riferimento della devozione locale.
La festa dell'8 settembre unisce ancora oggi la dimensione religiosa alla tradizione popolare, mantenendo viva una devozione iniziata con l'arrivo delle reliquie nel 1731.