Secondo la tradizione arianesi, nacque a Roma, ed era un discendente della nobile famiglia Frangipane. Intorno al 1058/60 dovette partire per alcune campagne militari in difesa del papa. In uno di essi, Ottone fu catturato dagli avversari e messo in prigione. Liberato per intervento divino, per intercessione di san Leonardo de Noblac, tornò a Roma. Poi è andato in pellegrinaggio di ringraziamento ai santuari cristiani in diverse regioni.
Quel pellegrinaggio durò circa 50 anni. Le tradizioni affermano che in quel momento portava l'abito benedettino, visse per qualche tempo nell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni, e che visitò San Guglielmo di Vercelli a Montevergine. Dopo il lungo pellegrinaggio, il santo si stabilì ad Ariano Irpino intorno al 1110. Qui Ottone lavorò per tre anni in un ospedale per pellegrini che lui stesso aveva fondato, dando l'esempio di carità, fino a quando decise di ritirarsi per condurre una vita eremitica, a circa un chilometro. e mezzo dalla città, nella chiesa di San Pietro Apostolo, oggi chiamata San Pietro in Carcere.
Annesso alla chiesa costruì una piccola cella, e lì si isolò. Compì molti miracoli nel luogo, aumentò le sue austerità, prolungò le sue veglie di preghiera, diminuì il cibo e aumentò le penitenze. Nella piccola cella scavò una fossa per ricordarsi della morte, come ammonimento a condurre una vita santa. Dopo dieci anni di questa vita morì.
Gli arianesi trasportarono solennemente il suo corpo nella cattedrale, dove il vescovo lo fece seppellire con onore. Il culto sembra essere iniziato subito e nel tempo gli sono stati attribuiti molti miracoli. La salma fu trasferita a Benevento intorno al 1220, per evitare profanazioni nelle incursioni saracene.
MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Ariano Irpino in Campania, sant’Ottone, eremita.
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