Sant' Ignazio di Antiochia

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Sant' Ignazio di Antiochia
autore: Anonimo anno: XVII sec titolo: Martirio di Sant'Ignazio di Antiochia luogo: Museo della storia dell'arte di Vienna
Nome: Sant' Ignazio di Antiochia
Titolo: Vescovo e martire
Nascita: 35, Antiochia, Turchia
Morte: 107, Roma
Ricorrenza: 17 ottobre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Memoria liturgica
Luogo reliquie:Basilica di San Clemente
Fa parte di:Santi del Lazio


Ignazio, soprannominato Teoforo (portatore di Dio), abbracciò la fede per opera degli Apostoli e in particolare di San Giovanni, di cui fu discepolo prediletto.

Ricevuta la sacra ordinazione, si distinse per le sue rare doti apostoliche, per cui gli Apostoli lo consacrarono vescovo d’Antiochia. Fu pieno di Spirito Santo e la parola di lui era dai fedeli accolta quale oracolo del cielo. Zelantissimo pastore e padre di anime, ebbe molto da combattere contro la miscredenza dei Giudei e il furore dei pagani; ma col digiuno, la preghiera e la soda dottrina che possedeva, riuscì a dissipare le tenebre dell’errore e dell’eresia.

La persecuzione e il martirio

Anelava al martirio e l’ora giunse quando infierì la persecuzione di Traiano, il quale, conoscendo la fiorente Chiesa di Antiochia, venne col proposito di fare strage del pastore e del gregge. Chiamò pertanto a sé Ignazio e così lo apostrofò:

Traiano: «Sei tu quel demonio che infrangi le mie leggi e spingi gli altri ad infrangerle?»
Ignazio: «Nessuno diede mai questo nome a un servo di Gesù Cristo; ma sappi, o imperatore, che i demoni fuggono alla sua presenza.»
Traiano: «Tu dunque adori Gesù Cristo che Pilato fece crocifiggere?»
Ignazio: «Di’ piuttosto che Gesù crocifisse il peccato per dare a coloro che credono in Lui il potere di trionfare sui demoni e sul peccato.»

Impotente a vincere il fedele servo di Cristo, Traiano pronunciò l’ingiusta sentenza: «Comandiamo che Ignazio, il quale si gloria di adorare il Crocifisso, venga legato, condotto a Roma e dato in pasto alle fiere, dopo aver servito come trastullo della plebe.»

Il santo vescovo ringraziò il tiranno e, legato, partì per Roma scortato da soldati che lo tormentarono in tutte le maniere. Passando per le città d’Asia e della Grecia, edificò le varie comunità cristiane con la parola e con l’esempio d’invitto coraggio.

Le lettere e il compimento del martirio

Durante questo viaggio scrisse sei lettere ai Cristiani di Efeso, di Magnesia, di Smirne, di Tralle e a San Policarpo, incitando tutti a rimanere fermi nella fede e umilmente soggetti ai propri vescovi, perché solo per essi riceviamo dal Signore le grazie.

Scrisse anche una lettera ai Romani, dai quali temeva, per l’affetto che gli portavano, che gli impetrassero la liberazione, mentre egli null’altro bramava che il martirio. Infatti così scrisse: «Sono frumento di Cristo e debbo essere macinato dai denti dei leoni; se questi divenissero mansueti e volessero risparmiarmi, io stesso li aizzerò: le mie catene gridino a voi di stringervi in un’incrollabile armonia di fede e di preghiera.»

Martirio di Sant'Ignazio di Antiochia
titolo Martirio di Sant'Ignazio di Antiochia
autore Cesare Fracanzano anno 600

Giunse a Roma l’anno 107 e, gettato nell’anfiteatro, le fiere lo sbranarono. Le sue reliquie furono portate ad Antiochia. In epoche successive, a causa di guerre e spostamenti, le reliquie furono portate a Roma e oggi alcune di esse si trovano sotto l’altare maggiore della Basilica di San Clemente

PRATICA. S. Ignazio ci insegna e ci raccomanda la filiale ubbidienza e il rispetto dovuto ai ministri di Dio, perchè il Signore ha detto: « Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me ».

PREGHIERA. Riguarda, o Signore, la nostra debolezza, e ci protegga dal cielo la potente intercessione del beato martire e vescovo Ignazio.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di sant'Ignazio, vescovo e martire, che, discepolo di san Giovanni Apostolo, resse per secondo dopo san Pietro la Chiesa di Antiochia. Condannato alle fiere sotto l'imperatore Traiano, fu portato a Roma e qui coronato da un glorioso martirio: durante il viaggio, mentre sperimentava la ferocia delle guardie, simile a quella dei leopardi, scrisse sette lettere a Chiese diverse, nelle quali esortava i fratelli a servire Dio in comunione con i vescovi e a non impedire che egli fosse immolato come vittima per Cristo.


Lettera agli Efesini


Saluto
Ignazio, Teoforo, a colei che è stata benedetta in grandiosità con la pienezza di Dio Padre, che è stata predestinata, prima dei secoli, ad essere per sempre di gloria eterna e di salda unità, che è stata scelta nella passione vera per volontà del Padre e di Gesù Cristo, Dio nostro, la Chiesa degna di essere beata, che è in Efeso dell'Asia, I migliori saluti in Gesù Cristo e nella gioia irreprensibile. continua >>



Condanna a morte di S. Ignazio da parte di Traiano
titolo Condanna a morte di S. Ignazio da parte di Traiano
autore Giovanni Domenico Piastrini anno XVIII sec.


Lettera ai cristiani di Magnesia


Saluto
Ignazio, Teoforo, alla Chiesa di Magnesia vicino al Meandro benedetta nella grazia di Dio Padre in Gesù Cristo nostro Salvatore il mio saluto e l’augurio di grande gioia in Dio Padre e in Gesù Cristo. continua >>



Incontro dei SS. Ignazio e Policarpo a Smirne
titolo Incontro dei SS. Ignazio e Policarpo a Smirne
autore Giovanni Triga anno XVIII sec.


Lettera ai Tralliani


Saluto
Ignazio, Teoforo, a quella che è amata da Dio, il Padre di Gesù Cristo, la chiesa santa che è in Tralli dell'Asia, eletta e degna di Dio, in pace nella carne e nello spirito per la passione di Gesù Cristo, nostra speranza di resurrezione in lui, il saluto nella pienezza del carattere apostolico e l'augurio di ogni bene. continua >>



Martirio di Sant'Ignazio
titolo Martirio di Sant'Ignazio
autore Pier Leone Ghezzi anno XVIII sec.

Lettera ai Romani

Saluto
Ignazio, Teoforo, a colei che ha ricevuto misericordia nella magnificenza del Padre altissimo e di Gesù Cristo suo unico figlio, la Chiesa amata e illuminata nella volontà di chi ha voluto tutte le cose che esistono, nella fede e nella carità di Gesù Cristo Dio nostro, che presiede nella terra di Roma, degna di Dio, di venerazione, di lode, di successo, di candore, che presiede alla carità, che porta la legge di Cristo e il nome del Padre. A quelli che sono uniti nella carne e nello spirito ad ogni suo comandamento piene della grazia di Dio in forma salda e liberi da ogni macchia l'augurio migliore e gioia pura in Gesù Cristo, Dio nostro. continua >>

Lettera ai Filadelfiesi


Saluto
Ignazio, Teoforo, alla Chiesa di Dio Padre e di Gesù Cristo che è in Filadelfia d'Asia, che ha ottenuto misericordia ed è consolidata nella concordia di Dio e giustamente giuliva nella passione del Signore nostro e nella sua resurrezione e pienamente cosciente della sua misericordia, il mio saluto nel sangue di Cristo. Essa è il mio eterno e continuo giubilo specialmente se i fedeli sono in uno col vescovo e con i suoi presbiteri e con i diaconi scelti nella mente di Gesù Cristo che, secondo la sua volontà, ha confermati col suo Santo Spirito. continua >>



Lettera agli Smirnesi


Saluto
Ignazio, Teoforo, alla Chiesa di Dio Padre e dell'amato Gesù Cristo che ha ottenuto misericordia in ogni grazia, che è piena di fede e di carità, piena di ogni carisma, carissima a Dio e portatrice dello Spirito Santo, che sta a Smirne dell'Asia, il saluto migliore nello spirito irreprensibile e nella parola di Dio. continua >>



Lettera a Policarpo


Saluto
Ignazio, Teoforo, a Policarpo vescovo della Chiesa di Smirne, o meglio, che ha per vescovo Dio Padre e il Signore nostro Gesù Cristo, molta gioia. continua >>

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