Le informazioni su Eliodoro provengono principalmente dagli scritti di S. Girolamo (30 set.). Probabilmente era stato un soldato e apparteneva a un gruppo di religiosi che si raccolsero intorno a Valeriano, vescovo di Aquileia. incontrò S. Girolamo quando si trovava ad Aquileia dal 370 al 373 e lo accompagnò in Palestina, dove per un certo periodo condivisero la vita monastica. Eliodoro rifiutò di seguire lo stile di vita di Girolamo, più austero del suo, c ritornò in Italia, dove lo ritroviamo in veste di vescovo di Altino, probabilmente il primo della città. Fu consacrato prima del 381, durante un concilio episcopale ad Aquileia. Girolamo considerò il ritorno di Eliodoro in Italia come una diserzione dalla vita monastica e scrisse a lungo per rimproverarlo, puntualizzando nella sua lettera tutti i vantaggi di vivere nella solitudine del deserto. Come al solito, Girolamo non attenuò le parole: Eliodoro aveva scelto l'eredità del mondo e perciò non avrebbe potuto essere «coerede con Cristo»; perché non voleva combattere quando era preparato per la battaglia? I due rimasero amici, in ogni caso, e successivamente Girolamo scrisse a lui e a S. Cromazio (2 dic.), vescovo di Aquileia e amico di Eliodoro, chiedendo denaro e libri come aiuto per la sua traduzione della Bibbia, e dedicando loro, in seguito, alcune opere. Dopo che il nipote di Eliodoro, Nepoziano, rinunciò alla carriera militare per diventare sacerdote, Girolamo scrisse che non avrebbe potuto avere un esempio di pastore migliore di suo zio. Non si conosce la data della morte di Eliodoro, ma sembra sia avvenuta prima del 410.
MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Altino in Veneto, sant’Eliodoro, vescovo, che, istruito alla scuola di san Valeriano di Aquileia, fu compagno dei santi Cromazio e Girolamo e fu il primo vescovo di questa città.
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