Auberto fu consacrato vescovo di Arras e Cambrai nel 633 o successivamente; si hanno pochissime informazioni sulla sua giovinezza o sulla famiglia. Presumibilmente originario della regione di Cambrai, diventò noto per la sua insolita saggezza e umiltà.
Nel 630 l'eremita Gisleno o Ghislain giunse nella regione per fondare un monastero vicino a Mons. Alcuni dei consiglieri di Auberto tentarono di metterlo in guardia contro lo straniero, sostenendo che poteva trattarsi di un falso apostolo capace di ingannare i fedeli, ma Auberto aveva la mente aperta, rifiutò di condannarlo senza incontrarlo e rimproverò quelli che avevano pregiudizi contro di lui; poi lo mandò a chiamare e lo degnò di molto rispetto.
Promise che se Gisleno avesse costruito la sua chiesa, lui l'avrebbe consacrata, cosa che effettivamente fece. Gisleno diventò abate di Mons, ed insieme con Auberto incoraggiò S. Vincenzo Madelgario (20 set.) e la sua famiglia ad abbracciare la vita religiosa; anche la moglie di Vincenzo, Valdetrude (9 apr.), e i loro cinque figli sono venerati come santi locali. Il vescovo Auberto è messo in relazione con altri laici che si distinsero per aver abbracciato la vita religiosa, come S. Amalberga o Amelia (10 lug.), madre di S. Gudula (8 gen.).
Si racconta una storia in cui è messa in luce il suo interesse pastorale per un giovane di nome Landelino che scappò dal seminario di Cambrai; Auberto fu molto addolorato e pregò ferventemente per il suo ritorno, e quando il giovane ritornò pentito, lo assistette così bene da farlo diventare monaco, e poi abate. È stato inserito nel Martirologio Romano (Landelino, 15 giu.)
Auberto talvolta è stato confuso con Audeberto, conte di Ostrevant, e anche con S. Auberto di Avranches, fondatore di Mont-Saint-Michel, un benedettino vissuto circa mezzo secolo dopo.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Cambrai nell’Austrasia, in Francia, sant’Autbero, vescovo.
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