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Sant' Aussenzio

Sant' Aussenzio
Nome: Sant' Aussenzio
Titolo: Sacerdote ed archimandrita
Nascita: V secolo, Bitinia
Morte: 14 febbraio 473, Monte Skopa, Bitinia
Ricorrenza: 14 febbraio
Tipologia: Commemorazione




Probabilmente figlio di un persiano di nome Addas, Aussenzio trascorse la maggior parte della vita come eremita in Bitinia, regione sul lato dell'Ellesponto che fronteggia Costantinop oli. Egli era stato una delle guardie equestri dell'imperatore romano d'Oriente Teodosio II, che regnò dall'età di sette anni (408) alla morte (450) e che sposò la causa monofisita. Aussenzio, dopo essere venuto a conoscenza di molti eremiti durante il servizio militare, decise di abbracciare totalmente il loro stile di vita e si stabilì sulla collina desertica di Oxia, a circa dodici chilometri da Costantinopoli. Ottenne fama di santità e molte persone giunsero a consultarlo su questioni spirituali. Forse però fu sospettato di monofisismo, per contatti con la dottrina attribuita a Eutiche (ca. 378-454) secondo cui, dopo l'Incarnazione, in Cristo rimane la sola natura divina, e pare che proprio per questo sia stato convocato al iv concilio ecumenico, a Calcedonia (proprio di fronte a Costantinopoli) nel 451. Eutiche fu condannato e deposto mentre Aussenzio fu scagionato dall'imputazione e poté andarsene.

Sozomeno scrive di lui che «fu noto per la sua pietà piena di fede, lo zelo verso gli amici, la morigeratezza della vita, l'amore per le lettere, e la profondità delle sue conoscenze nella letteratura sia secolare che ecclesiastica. Fu modesto e riservato nella condotta, nonostante avesse familiarità con l'imperatore e gli uomini di corte. [...] La sua memoria è tuttora riverita dai monaci e dagli uomini religiosi che lo conobbero». Egli costruì un nuovo eremo sulle pendici del monte Skopa, vicino a Calcedonia, dedicando il resto della propria vita alla pratica della mortificazione e all'istruzione dei sempre più numerosi discepoli. Al pari di molti eremiti, amava la solitudine, ma non riusciva a mandare via coloro che si recavano da lui per un consiglio. Verso la fine della sua vita tra i suoi discepoli si contavano anche alcune donne, che vivevano in comunità ai piedi del monte Skopa, e che erano conosciute come le trichinaraeae, "indossatrici di sacchi", per via dei rozzi abiti che indossavano. Quando Aussenzio morì, probabilmente il 14 febbraio 473, esse ottennero il possesso delle sue spoglie, che seppellirono nella chiesa del convento.

MARTIROLOGIO ROMANO. Sul monte Scopa in Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Aussenzio, sacerdote e archimandrita, che, vivendo su un’altura come su una cattedra, difese con voce potente la fede calcedonese.

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