Sant'Agerico nacque a Verdun o nelle vicinanze, forse a Harville, nel 521 circa; i genitori era senza figli da molto tempo e pregavano per averne uno, e Teodorico, re d'Austrasia, acconsentì a fargli da padrino quando le loro preghiere furono esaudite. Agerico entrò a far parte del clero della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Verdun, e all'età di trentatré anni fu nominato decimo vescovo.
In quella città ricevette la visita di S. Gregorio di Tours (17 nov.) e S. Venanzio Fortunato (14 dic.), che elogiavano il suo operato. Fortunato scrisse in due versi celebri: «I poveri ricevono conforto, i disperati la speranza, i nudi i loro abiti; qualunque cosa tu abbia, l'hanno anche gli altri».
Re Sigeberto I e suo figlio Childeberto, suoi successori, aiutarono Agerico e ne accettarono i consigli. Quest'ultimo riuscì a far perdonare un malvivente condannato a Laon, ma non poté fare lo stesso per un nobile chiamato Bertefroi e i suoi compagni, che si recarono da lui per cercare rifugio dopo una rivolta fallita: Bertefroi fu giustiziato nella cappella personale del vescovo dagli ufficiali del re. Agerico morì nel 588, dolendosi ancora per non essere riuscito a salvare Bertefroi, e fu sepolto nella chiesa dei SS. Andrea e Martino, che aveva costruito a Verdun; inoltre gli è stata dedicata un'abbazia, fondata in quel luogo nell'XI secolo.
MARTIROLOGIO ROMANO. Presso Verdun in Austrasia, nel territorio dell’odierna Francia, sant’Ageríco, vescovo, che costruì chiese e battisteri e patì molto da parte del re Teodorico per aver fatto della sua chiesa un luogo di asilo per i fuggitivi.
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