Simeone, detto Bar Sabba'e ossia "figlio del follatore", fu nominato vescovo (catholicos) di Seleucia-Ctesifonte in Persia in seguito alla deposizione del vescovo precedente avvenuta nel 324. A causa della mancata conferma della sentenza di deposizione, Simeone fu però retrocesso al ruolo di ausiliario e non è noto quando poté diventare vescovo titolare.
Quando il re Sapore 11 (309-379) riaccese la persecuzione contro i cristiani nel 340, impose loro di pagare un doppio ammontare di tasse e decretò la chiusura delle chiese.
Poiché però la maggior parte della sua gente era povera, Simeone si rifiutò di raccogliere il denaro e fu, di conseguenza, arrestato.
Condotto davanti al re, non volle prostrarglisi davanti né adorare il sole, venendo per questo imprigionato insieme a un centinaio di altre persone. Simeone riguadagnò alla fede .1 tutore del re, Usthazanes, che pagò con la vita la conversione e il giorno seguente tutti i prigionieri, Simeone compreso, lo seguirono.
Nella precedente edizione del Martirologio Romano sono nominati tre di essi: due sacerdoti, Abdhaykla e Hananya, e l'ufficiale regio Pusayk, mentre un altro gruppo di martiri persiani era ricordato nel giorno successivo (benché vi siano 'orse delle sovrapposizioni tra i due elenchi).
La persecuzione avvenuta sotto Sapore 11 sembra essere stata particolarmente feroce.
Simeone guida l'elenco dei martiri del Breviarium siriaco del 412; è probabilmente la stessa persona nota come S. Barsabia, venerato l'11 dicembre come martire di Sapore II.
MARTIROLOGIO ROMANO. In Persia, passione di san Simeone bar Sabas, vescovo di Seleucia e Ctesifonte: arrestato e incatenato per ordine del re di Persia Sabor II per essersi rifiutato di adorare il sole e aver dato con libertà e fermezza testimonianza della sua fede in Gesù Cristo Signore, fu dapprima tenuto a marcire per qualche tempo in una prigione insieme a una folla di oltre cento compagni tra vescovi, sacerdoti e chierici di ordini diversi; poi, nel venerdì della Passione del Signore, dopo che già tutti erano stati sgozzati con la spada sotto gli occhi di Simeone che esortava frattanto ciascuno di loro con coraggio, fu infine anch’egli decapitato.
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