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San Sigfrido di Vaxjo

San Sigfrido di Vaxjo
Nome: San Sigfrido di Vaxjo
Titolo: Vescovo
Nascita: X secolo , Inghilterra
Morte: 1045, Växjö, Svezia
Ricorrenza: 15 febbraio
Tipologia: Commemorazione




Sigfrido, apostolo della Svezia, era probabilmente di origine inglese e monaco di Glastonbury. Si ritiene che originariamente il re Etelberto di Inghilterra lo abbia inviato (995) come vescovo missionario al re Olaf Tryggvason di Norvegia, e che da lì egli si sia poi spostato in Svezia. La storia dell'evangelizzazione dei paesi scandinavi è complessa e ulteriormente complicata da racconti discordanti, ricchi di elementi chiaramente leggendari, volti in gran parte ad aumentare la fama degli arcivescovi di Brema sotto la cui giurisdizione cadono questi territori.

La Norvegia si era costituita come regno nel IX secolo sotto Harold Fairhair, ma lotte dinastiche avevano costretto molti dei suoi discendenti a vivere all'estero. Tra questi c'era Olaf Tryggvason, re dal 995 alla morte avvenuta in battaglia (1000), convertitosi in Inghilterra e battezzato ad Andover. Egli fu il primo re a istituire una perenne missione cristiana, e la condusse senza ricorrere a crudeltà; la sua campagna venne proseguita da S. Olaf (morto anch'egli in battaglia nel 1030; 29 lug.), venerato come apostolo della Norvegia. La Svezia, in parte evangelizzata già nel TX secolo da S. Ansgario (3 feb.), era poi ricaduta nel paganesimo. Alla fine del x secolo regnava sulla Svezia un altro Olaf, Skóttkonung, che governò dal 995 a ca. il 1022 e che fu convertito e battezzato da Sigfrido nel 1008.

Insieme a due compagni missionari provenienti dall'Inghilterra, Giovanni e Grimkel, Sigfrido edificò una chiesa a Vaxjo, fondando la diocesi del Gothland orientale e occidentale. La tradizione narra che Sigfrido avesse condotto con sé tre nipoti, Unaman, Sunaman e Vinaman, e che avesse affidato a loro la cura della diocesi mentre egli si dedicava a evangelizzare province più lontane. In sua assenza essi furono uccisi da un gruppo di razziatori che tagliarono loro le teste, le gettarono in uno stagno chiuse in una scatola e seppellirono i corpi nella foresta.

Le teste furono recuperate e collocate in un sacrario, mentre i predoni, catturati dal re, vennero condannati a morte. Nulla li poteva salvare ma Sigfrido intervenne in loro favore riuscendo a far commutare la condanna in una forte ammenda pecuniaria e non accettando neppure di incassare il risarcimento, pur trovandosi in difficoltà finanziarie. Sigfrido morì dopo aver lavorato come missionari() per molti anni ancora in Svezia e Danimarca; si sono registrati miracoli persino mentre era in vita e alla fonte di Husaby, in cui egli battezzò Olaf di Svezia, furono attribuiti poteri miracolosi.

Si ritiene che sia stato canonizzato nel 1158 da Adriano IV, il solo papa inglese che aveva lavorato come lui nella missione in Scandinavia, ma la cosa appare dubbia; tale data è stata mantenuta anche nella nuova stesura del Martirologio Romano. Dal xul secolo il suo culto fu stabilito in Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia. In antichi calendari svedesi il 15 febbraio era contrassegnato da una croce e da un'accetta: la croce come simbolo per Sigfrido e l'accetta per i suoi tre nipoti. In Svezia godette grande fama fino alla Riforma. Vi sono sue reliquie a Copenaghen e a Roskilde.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Växjö in Svezia, san Siffredo, vescovo: di origine inglese, evangelizzò le genti di questa regione con grandissimo zelo e battezzò in Cristo lo stesso re Olaf.

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