San Salvio di Albi

San Salvio di Albi
Nome: San Salvio di Albi
Titolo: Vescovo
Nascita: VI secolo, Albi, Francia
Morte: 10 settembre 584, Albi, Francia
Ricorrenza: 10 settembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Quasi tutto ciò che sappiamo di S. Salvio si può trovare, in detta-glio, nell'Historia Francorum del suo amico S. Gregorio di Tours (17 nov.). Nato ad Albi, dove inizialmente si formò come avvocato e fu per un breve periodo un magistrato, non si sposò mai e in tut-to questo tempo visse con la madre. Presto, comunque, abbando-nò la carriera legale per entrare in un monastero alla periferia di Albi. Per carattere tendeva all'isolamento, e per sua ammissione portò all'estremo il suo stile di vita austero.

I confratelli alla fine lo elessero abate, tuttavia sembra preferisse tra-scorrere la maggior parte del tempo in una cella solitaria, a una cer-ta distanza dagli altri, in parte come protesta contro la mondanità di altri abati, anche se la sua porta era sempre aperta ai monaci e a tut-ti i laici che avevano bisogno del suo aiuto o consiglio. Fu in questo periodo che venne colpito da febbre violenta ed ebbe un'esperienza che oggi sarebbe chiamata extra corporea (ognuno, incluso lui stes-so, fu convinto della sua morte e della sua resurrezione).

Nel 574 dovette lasciare il suo ritiro per diventare vescovo di Albi, ma continuò a vivere austeramente come sempre, distribuendo immediatamente ai poveri tutto quello gli veniva donato. Viaggiò frequentemente all'interno della diocesi per costatare di persona la situazione.

Le sue due principali preoccupazioni furono l'arianesimo e il pa-ganesimo. Gregorio di Tours racconta diversi eventi di questo pe-riodo, incluso quello in cui lui e Salvio unirono le loro forze per avvicinare re Chilperico di Soissons (561-584), che credeva di es-sere un teologo, all'ortodossia (Chilperico aveva scritto un trattato in cui seguiva la versione ariana della dottrina della Trinità). Quando Gregorio fu accusato di aver calunniato la regina, Frede-gonda, Salvio intervenne con buoni risultati in suo favore, durante un concilio svoltosi a Braisne per sistemare la questione.

Nel 584, un'epidemia non specificata ma grave, forse la peste, in-furiò su Albi. Ignorando i tentativi benevoli degli amici di persua-derlo a pensare alla salute, Salvio si aggirò per la città assistendo i malati, aiutandoli quando necessario a prepararsi alla morte, e confortando le loro famiglie. Quando, inevitabilmente, fu colpito dalla malattia, ordinò la bara, si cambiò l'abito e si preparò alla morte, che avvenne il 10 settembre 584.

Non fu seppellito ad Albi, ma in un monastero che successiva-mente prese il suo nome. Il fatto che gli furono dedicate più di venticinque chiese della regione, oltre all'esistenza di paesi come Saint-Salvy de Carcaves (Tarn), Saint-Salvy (Lot-et-Garonne) e Saint-Sanvy (Gers), testimonia che il culto era una volta fiorente. L'iconografia è abbastanza incerta poiché questo Salvio è talvolta confuso con S. Salvio di Amiens (11 gen.)

MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Albi in Aquitania, ora in Francia, san Salvio, vescovo, che, condotto fuori dal chiostro, fu ordinato contro il suo volere per questa sede e, scoppiata la peste, da buon pastore non volle lasciare mai la città.

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