San Rufo, talvolta indicato anche con la forma Rufino, è un antico martire venerato a Capua. Le informazioni storiche sulla sua vita sono estremamente scarse e, nel corso dei secoli, la sua figura è stata spesso confusa con altri santi chiamati Rufo o Rufino. Il dato più sicuro è l'antichità del suo culto: il Martirologio Romano lo ricorda semplicemente con le parole: «A Capua in Campania, san Rufo, martire».
Il nome di San Rufo compare negli antichi martirologi alla data del 27 agosto. Alcuni manoscritti del Martirologio Geronimiano lo collegano esplicitamente alla Campania e a Capua, confermando l'esistenza di un culto molto antico. Tuttavia, queste testimonianze non permettono di ricostruire con certezza la sua biografia, la data della nascita o le circostanze precise del martirio.
Proprio la scarsità delle fonti ha favorito, nei secoli, la nascita di diverse tradizioni. In alcuni testi medievali Rufo viene presentato come vescovo di Capua; in altri come diacono e martire. Gli studiosi hanno inoltre discusso a lungo se queste figure rappresentino persone diverse oppure se siano il risultato della progressiva duplicazione di un unico antico culto.
Una tradizione agiografica più tarda associa San Rufo a un altro martire, chiamato Carponio, Carpone o Carpoforo. Secondo questo racconto, i due avrebbero subito il martirio durante una persecuzione contro i cristiani, tradizionalmente attribuita all'epoca di Diocleziano e Massimiano.
La Passio che racconta la loro storia contiene però numerosi elementi leggendari e non può essere utilizzata come una fonte storica diretta. Gli studiosi sottolineano quindi la necessità di distinguere tra il fatto, storicamente documentato, dell'antica venerazione di Rufo a Capua e i particolari narrativi sviluppatisi successivamente intorno alla sua figura.
Il culto di San Rufo appare comunque profondamente radicato nella tradizione religiosa della Campania. Un antico calendario capuano, non posteriore alla fine del XII secolo, ricorda il 27 agosto unicamente Rufo martire. Anche altre testimonianze liturgiche medievali della Campania riportano il suo nome alla stessa data.
Nel corso del tempo, la figura del Santo si diffuse anche oltre Capua. San Rufo è infatti venerato in diverse località dell'Italia centrale e meridionale e il suo nome è particolarmente legato alla devozione di Castel di Sangro, dove è ricordato come patrono e celebrato il 27 agosto.
Alcune antiche narrazioni hanno identificato San Rufo con un personaggio di rango elevato, convertito al cristianesimo e successivamente divenuto vescovo di Capua. Altre fonti hanno invece parlato di un diacono martirizzato insieme a Carponio. Nessuna di queste ricostruzioni, tuttavia, può essere considerata pienamente certa dal punto di vista storico.
La ricerca agiografica moderna tende quindi a mantenere prudenza: la figura storicamente più sicura è quella di un martire chiamato Rufo, venerato anticamente a Capua, mentre la sua biografia resta sostanzialmente sconosciuta. La stessa esistenza di più santi omonimi venerati nella tradizione capuana ha contribuito alla sovrapposizione di nomi e racconti.
La memoria liturgica di San Rufo ricorre il 27 agosto. Il Martirologio Romano lo celebra come martire venerato a Capua, senza aggiungere ulteriori particolari biografici.
San Rufo rappresenta quindi una delle antiche figure del cristianesimo campano: un martire la cui storia personale è quasi completamente avvolta nel silenzio delle fonti, ma il cui culto è sopravvissuto per secoli, mantenendo vivo il suo nome nella tradizione liturgica di Capua e di altre comunità italiane.