San Protasio di Losanna, conosciuto anche con i nomi di Protaso, Prothasius e Saint-Prex, fu vescovo di Losanna, nell'attuale Svizzera, durante il VII secolo. La sua figura è legata alla storia delle prime comunità cristiane della regione e allo sviluppo della vita religiosa nel territorio del Vaud. Le notizie sulla sua esistenza sono piuttosto limitate, ma la sua presenza è documentata intorno all'anno 652, quando viene ricordato come vescovo della città.
Le sue origini non sono conosciute con certezza. Un'antica tradizione lo indica come proveniente da una località chiamata Venesia, il cui nome non è stato identificato in maniera definitiva. Alcuni hanno ipotizzato un collegamento con Venezia, mentre altri studiosi hanno suggerito possibili riferimenti ad altre località della regione. Non sono disponibili informazioni attendibili sulla sua famiglia, sulla giovinezza o sulla formazione religiosa.
Secondo le narrazioni agiografiche, Protasio intraprese fin da giovane il cammino sacerdotale, distinguendosi per la vita austera, la preghiera e la carità verso i più bisognosi. Si dedicava con particolare attenzione all'assistenza delle vedove, degli orfani e delle persone in difficoltà, cercando di promuovere la diffusione della fede cristiana attraverso l'esempio personale e le opere di misericordia.
Diventato vescovo di Losanna, si impegnò nel consolidamento della comunità cristiana locale e nella promozione della vita ecclesiastica. La sede episcopale di Losanna si trovava in una fase importante del proprio sviluppo, in un territorio che aveva ereditato la precedente organizzazione religiosa di Avenches. Protasio operò in un contesto politico e sociale caratterizzato dall'influenza dei regni franchi e burgundi, nel quale i vescovi svolgevano un ruolo fondamentale anche nella vita delle comunità.
Una delle iniziative più significative associate al suo episcopato fu il sostegno alla fondazione del monastero di Baulmes, realizzata per volontà del duca Chramnélène, chiamato anche Felice Chramnélène, e di sua moglie Ermentrude. Protasio diede il proprio consenso alla fondazione del complesso religioso, dedicato alla Vergine Maria, contribuendo così alla diffusione della vita monastica nella regione. Il monastero divenne un importante centro spirituale e religioso, sostenuto dalla collaborazione tra le autorità ecclesiastiche e le famiglie aristocratiche.
Il vescovo si occupò inoltre della cura degli edifici religiosi della diocesi. Secondo la tradizione, fece ampliare un'antica cappella dedicata a San Tirso, trasformandola in una nuova struttura religiosa intitolata a San Mauro. Si interessò anche alla ricostruzione della chiesa principale di Losanna, che aveva subito danni durante le invasioni e le devastazioni dei secoli precedenti.
Per procurare il legname necessario ai lavori, Protasio ottenne il permesso di utilizzare le foreste del Giura, nella zona del Mont Tendre. Secondo un antico racconto, il vescovo volle recarsi personalmente presso i boschi per assistere i lavoratori impegnati nell'abbattimento degli alberi. Durante queste operazioni si sarebbe verificato un tragico incidente: un albero, cadendo nella direzione sbagliata, lo avrebbe colpito mortalmente.
La tradizione colloca la sua morte nei pressi di Bière, località del territorio svizzero che avrebbe conservato nel proprio nome il ricordo di un episodio legato agli ultimi momenti del santo. Questo racconto, tuttavia, appartiene alla tradizione agiografica e non è confermato da testimonianze contemporanee. Le circostanze precise della sua morte rimangono quindi incerte, mentre la sua appartenenza all'episcopato di Losanna è attestata storicamente.
Dopo la morte, secondo la tradizione, il corpo di Protasio venne trasportato verso le rive del lago Lemano e sepolto nella località di Basuges. Il luogo avrebbe successivamente assunto il nome di Saint-Prex proprio in riferimento al vescovo, la cui memoria rimase profondamente legata alla comunità. La denominazione attuale della cittadina costituisce una testimonianza importante della diffusione del suo culto nel territorio.
Le reliquie del santo furono successivamente trasferite a Losanna, dove vennero accolte nella cattedrale. La traslazione contribuì a rafforzare la venerazione del vescovo, che venne ricordato come uno dei pastori più significativi della prima storia religiosa della città. Secondo la tradizione, il trasferimento delle spoglie avvenne diversi secoli dopo la sua morte e rappresentò un momento importante per il riconoscimento del suo culto.
La venerazione di San Protasio si consolidò nel corso del Medioevo, soprattutto a Losanna e a Saint-Prex. La festa liturgica in suo onore venne introdotta nel calendario della diocesi di Losanna nel 1234, fissandone la celebrazione al 6 novembre. Questa data, tramandata dalla tradizione ecclesiastica, non rappresenta necessariamente il giorno storico della sua morte, ma testimonia l'importanza raggiunta dal suo culto.
Il Martirologio Romano ricorda San Protasio il 6 novembre con queste parole: «In Borgogna, nel territorio dell'odierna Svizzera, san Protasio, venerato come vescovo di Losanna». La commemorazione lo distingue chiaramente dagli altri santi omonimi, in particolare dai martiri milanesi Gervasio e Protasio, vissuti in un periodo completamente diverso.
Le fonti storiche invitano a distinguere i dati documentati dagli elementi leggendari della sua biografia. La prima menzione conosciuta risale infatti a circa il 652 e conferma la sua dignità episcopale, mentre i racconti relativi alle origini, all'incidente nei boschi e alle vicende della sepoltura appartengono alla tradizione sviluppatasi nei secoli successivi.