San Mancio da Évora, conosciuto anche come Mâncio o Manços, fu un martire venerato nella regione di Évora, nell’antica Lusitania, corrispondente all’attuale Portogallo. La sua memoria liturgica viene celebrata il 21 maggio.
Le notizie storiche sulla sua vita sono poche e in parte avvolte dalla leggenda. Secondo l’antica Passio Mantii, Mancio era originario di Roma e visse tra il V e il VI secolo. Sarebbe stato condotto dai suoi padroni ebrei in una loro proprietà nei pressi di Évora. Qui fu costretto ad abiurare la fede cristiana, ma egli rimase saldo nella sua adesione a Cristo nonostante le torture e le dure sofferenze inflittegli.
Mancio venne sottoposto a lavori pesantissimi nei campi, incatenato e maltrattato quotidianamente. Consumò così lentamente la propria vita fino alla morte, avvenuta probabilmente tra la fine del VI secolo e l’inizio del VII. Dopo la sua morte il corpo fu gettato in modo indegno in un letamaio o lungo una strada pubblica, quasi a cancellarne il ricordo.
Qualche tempo dopo, secondo la tradizione, il santo apparve in sogno a un nobile del luogo rivelando il punto in cui si trovavano le sue spoglie. Il corpo fu allora ritrovato e sepolto con onore cristiano. Sopra la sua tomba venne edificata una basilica che divenne meta di venerazione e pellegrinaggi nella regione di Évora.
Nel corso dei secoli la figura di San Mancio venne arricchita da racconti leggendari. Alcune tradizioni medievali lo indicarono addirittura come contemporaneo di Gesù Cristo, uno dei settantadue discepoli e primo vescovo di Évora e di Lisbona. Tuttavia gli studiosi ritengono queste narrazioni prive di fondamento storico.
Le sue reliquie furono custodite a Évora fino all’invasione musulmana della penisola iberica. Per salvarle, vennero trasferite in territorio spagnolo, specialmente nel monastero di Villanueva de San Mancio e nell’abbazia di Sahagún, dove il culto del santo continuò a diffondersi. Nel 1592 una reliquia del suo braccio fu riportata a Évora.
San Mancio è ricordato come esempio di fedeltà a Cristo nelle persecuzioni e di fortezza nella sofferenza. La sua figura rimane particolarmente venerata nella tradizione cristiana portoghese.