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San Mamerto di Vienne

San Mamerto di Vienne
Nome: San Mamerto di Vienne
Titolo: Vescovo
Nascita: Sconosciuto
Morte: 475 circa, Vienne, Francia
Ricorrenza: 11 maggio
Tipologia: Commemorazione




Mamerto è ricordato soprattutto come il vescovo che in un periodo di crisi istituì le processioni penitenziali delle «Rogazioni», da tenersi nei tre giorni immediatamente precedenti l’Ascensione. Poco conosciamo della sua vita. Sappiamo che era fratello del poeta Claudiano, che egli stesso ordinò prete, ma ignoriamo come e cjuando fu consacrato vescovo di Vienne, antica diocesi nell’Isère, a sud di Lione. Nel 463 pare che Mamerto abbia abusato del suo potere consacrando un vescovo a Die (Dróme), mentre la responsabilità della sede vescovile era stata trasferita da S. Leone Magno (10 nov.) dalla provincia di Vienne a quella di Arles in Provenza.

Papa Ilario rimproverò Mamerto ma un sinodo, tenutosi ad Arles, mandò una relazione pacificatrice a Roma, grazie alla quale il nuovo vescovo mantenne la sua sede dopo la ratifica da parte di Arles. L’iniziativa di Mamerto di traslare a Vienne le reliquie di S. Ferreolo (16 giu.), martire del IH secolo che subì il martirio nei pressi di Vienne, suscitò meno problemi.

Il ruolo svolto da Mamerto riguardo alle processioni delle “Rogazioni” è testimoniato da S. Avito di Vienne (5 feb.): nell’omelia sulle “Rogazioni” egli dice che queste cerimonie furono istituite da Mamerto in un tempo segnato da varie calamità In conseguenza del ripetersi di fenomeni sismici branchi di lupi selvaggi e di cervi giungevano fino alle porte della città e vi penetravano, sbandati, senza paura di nessuno. Questa calamità durò un anno e culminò con l’incendio del palazzo reale.

Durante la veglia pasquale Mamerto implorò la misericordia di Dio con preghiere e lamenti, e avvicinandosi la festa dell’Ascensione, disse al popolo di digiunare, partecipare a liturgie particolari e fare elemosine ai poveri. Gregorio di Tours (17 nov.) così racconta: «Tutti gli orrori cessarono; il racconto di ciò che era accaduto si diffuse in tutte le province spingendo gli altri vescovi a imitare l’iniziativa fatta con fede da quel presule.

Da allora a oggi questi riti vengono celebrati in tutte le chiese con animo contrito e cuore grato a gloria di Dio». Se il fatto dell’intervento di Mamerto è ben documentato, i particolari della liturgia sono meno chiari. Secondo E. Bishop «per quanto le testimonianze originali lascino intendere, la sostanza del rituale delle Rogazioni consisteva in salmi cantati con preghiere o collette che accompagnavano i salmi». Le litanie, come noi le conosciamo, furono aggiunte più tardi. L’esempio di Mamerto fu seguito da altre Chiese e approvato dal I concilio di Orleans nel 511, che aggiunse anche il digiuno c l’astinenza da lavori servili. In quel periodo queste osservanze, eccetto il digiuno, divennero generali in tutto l’Occidente.

Si può dire, in definitiva, che Marnato fu un pastore devoto, che mostrò anche coraggio e tatto nel propagare questa osservanza al clero ufficiale e al popolo.

Fu sepolto nella chiesa di S. Pietro a Vienne; in seguito i suoi resti furono traslati nella chiesa della Santa Croce a Orléans: qui, nel 1563, furono bruciati dai calvinisti.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Vienne nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Mamerto, vescovo, che nell’imminenza di una calamità istituì in questa città il solenne triduo di litanie in preparazione all’Ascensione del Signore.

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