Durante la giovinezza Landelino non condusse una vita da libri agiografici. Era nato forse nell'anno 625 a Vaux, vicino a Bapaume, da genitori franchi. Affidato al vescovo di ArrasCambrai Auberto (13 dic.) per essere avviato al presbiterato, fuggì all'età di diciotto anni e si unì a una banda di scapestrati che perpetravano rapine e altri crimini. Si rese conto di ciò che andava facendo quando un suo compagno morì improvvisamente, e fece ritorno da Auberto, che aveva sempre pregato per lui, e lo aiutò a pentirsi. In seguito, con l'approvazione del vescovo, andò a Lobbes, luogo selvaggio, isolato e teatro dei suoi trascorsi criminosi, per far penitenza dei suoi peccati.
Come per molti altri eremiti, presto si radunarono intorno a lui alcuni giovani che volevano seguire il suo modello di vita: da quel piccolo gruppo scaturì la grande abbazia di Lobbes. Landelino si considerava del tutto inadatto a guidare la comunità e nominò abate S. Ursmaro (19 apr.), tornando a cercare luoghi solitari, spostandosi da Hainault a Wallens e a Crespin, nella foresta che si dispiega tra Mons e Valenciennes, e in ogni luogo fioriva una nuova comunità. Alla fine si stabilì nel monastero di Crespin, dove assunse anche la guida della comunità, anche se continuava a trascorrere molto tempo in solitudine.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Crespin nell’Hainault, nel territorio dell’odierna Francia, san Landelino, abate, che, convertito dal vescovo sant’Autberto da una vita di ruberie all’esercizio delle virtù, fondò un cenobio a Lobbes e si spostò poi a Crespin, dove finì i suoi giorni.
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