San Gratiliano, detto anche Graciliano, è venerato come martire del III secolo insieme a Santa Felicissima. Le notizie storiche sulla sua vita sono molto scarse e la principale fonte biografica è una Passio composta diversi secoli dopo gli eventi, considerata dagli studiosi di carattere largamente leggendario.
Secondo la tradizione, Gratiliano era un giovane cristiano vissuto nel territorio di Falerii, nell'antica Etruria. Durante la persecuzione attribuita all'imperatore Claudio II il Gotico, avrebbe rifiutato di rinnegare la propria fede cristiana.
Insieme a Felicissima, fu condannato a morte e decapitato il 12 agosto 269 presso il torrente Rio Purgatorio, tra Falerii Novi e Falerii Veteres, nell'attuale territorio della provincia di Viterbo. La tradizione locale identifica ancora il luogo del martirio con una sorgente conosciuta come Fonte di San Gratiliano.
La devozione verso San Gratiliano si sviluppò particolarmente a Bassano Romano, dove nel 1546 venne edificata una chiesa in suo onore. Il Santo divenne progressivamente il principale patrono e simbolo religioso della comunità.
Secondo una tradizione locale, nel 1489 San Gratiliano sarebbe apparso a un eremita ordinandogli di trasferire a Bassano la reliquia della sua testa, allora conservata a Capranica. Durante il viaggio, l'urna si sarebbe aperta e la reliquia sarebbe caduta proprio nel luogo dove sarebbe sorta la chiesa dedicata al Santo. Questo episodio appartiene alla tradizione devozionale e non è considerato un dato storico documentato.