San Costanzo di Aquino fu vescovo di Aquino nel VI secolo ed è venerato come patrono della città. È una delle figure più importanti dell'antica Chiesa aquinate e le principali notizie sulla sua vita provengono dagli scritti di San Gregorio Magno, che lo presenta come un uomo dotato del dono della profezia. Il Martirologio Romano lo ricorda il 1° settembre.
Non conosciamo con certezza la data di nascita di Costanzo né le circostanze della sua elezione episcopale. Sappiamo però che era già vescovo di Aquino quando San Benedetto da Norcia era ancora in vita. Poiché Benedetto morì nel 547, Costanzo deve aver esercitato il suo ministero episcopale almeno nella prima metà del VI secolo. La sua morte avvenne invece durante il pontificato di Papa Giovanni III, tra il 561 e il 573.
La tradizione locale lo considera un pastore profondamente impegnato nella vita della comunità cristiana. La Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo lo presenta come un maestro della fede e un esempio di buon pastore per i fedeli di Aquino.
San Costanzo ebbe rapporti con San Benedetto da Norcia. Una delle tradizioni locali riferisce che il vescovo avrebbe concesso a Benedetto le autorizzazioni necessarie per avviare la prima forma di comunità monastica sul Monte Cassino. Il rapporto tra i due santi è ricordato anche da Gregorio Magno, che inserì Costanzo nei suoi Dialoghi.
Gregorio Magno racconta un episodio nel quale un chierico di Aquino era tormentato da uno spirito maligno. Costanzo cercò di aiutarlo e lo indirizzò verso diversi luoghi di culto, ma senza ottenere la guarigione. Alla fine decise di condurlo a Montecassino, dove San Benedetto pregò per lui e riuscì a liberarlo.
L'episodio viene ricordato soprattutto perché Gregorio Magno vede in Costanzo un uomo dotato di un particolare dono profetico, pur non attribuendogli direttamente poteri taumaturgici.
Il racconto più famoso della vita di San Costanzo riguarda una profezia pronunciata poco prima della sua morte. Secondo Gregorio Magno, mentre il vescovo era ormai morente, i fedeli gli chiesero con preoccupazione chi avrebbe guidato la Chiesa dopo di lui.
Costanzo rispose profetizzando che dopo di lui sarebbe venuto uno stalliere e, dopo questo, un tintore di panni. Aggiunse quindi una frase interpretata come annuncio delle future disgrazie di Aquino. Dopo la sua morte gli succedette infatti il diacono Andrea, che in precedenza si era occupato di muli e cavalli, e successivamente Giovino, che secondo la tradizione aveva esercitato il mestiere di lavatore di panni.
La profezia sarebbe stata compiuta quando, durante l'episcopato di Giovino, Aquino venne devastata dai Longobardi. Alla distruzione della città si aggiunse una terribile epidemia, che provocò numerose vittime tra gli abitanti.
Secondo il racconto di Gregorio Magno, dopo la morte dei due successori di Costanzo la sede episcopale di Aquino rimase senza un pastore stabile, realizzando così quanto il Santo aveva preannunciato.
San Costanzo morì probabilmente intorno al 564. Fu sepolto ad Aquino e la sua tomba divenne un luogo di venerazione. Nel 1742 il vescovo Spadea procedette alla ricognizione delle reliquie, che furono rinvenute sotto l'altare dell'antica cattedrale dedicata a San Pietro.
Le reliquie furono successivamente trasferite nella nuova cattedrale dedicata a San Costanzo e collocate sotto l'altare maggiore. L'edificio fu distrutto dagli eventi bellici del 1944 e venne successivamente ricostruito; la nuova basilica concattedrale è oggi dedicata ai Santi Costanzo e Tommaso d'Aquino.
San Costanzo è ancora oggi il patrono di Aquino e il suo culto è profondamente radicato nella comunità locale. La festa patronale viene celebrata ogni anno il 1° settembre nella Basilica Concattedrale a lui dedicata.
La sua memoria è legata soprattutto alla figura del buon pastore: un vescovo che, in un periodo travagliato della storia italiana, guidò la comunità cristiana di Aquino e rimase nella memoria della Chiesa locale come uomo di fede e di particolare dono profetico.
La memoria liturgica di San Costanzo di Aquino ricorre il 1° settembre. Il Martirologio Romano lo ricorda come vescovo di Aquino e sottolinea proprio il dono della profezia riconosciutogli da San Gregorio Magno.
San Costanzo rimane così una delle figure fondamentali della storia religiosa di Aquino: un vescovo del VI secolo la cui memoria, documentata già negli scritti di Gregorio Magno, è rimasta viva attraverso le reliquie, la cattedrale e la tradizione della comunità che lo venera come proprio patrono.